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NAPOLI, NUOVO TEATRO NUOVO: GLI SPETTACOLI DI DICEMBRE
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Nuovo Teatro Nuovo
Via Montecalvario 16_80134 Napoli
www.nuovoteatronuovo.it
info: 081/406062
prenotazioni:  081/4976267  e-mail: botteghino@nuovoteatronuovo.it
Orario botteghino
martedì e mercoledì 17.30_21.00
da giovedì a sabato 11.00_12.30 - 18.00_21.00
domenica dalle 16.30_18.00

 

17 - 19 dicembre 2010 
Nuovo Teatro Nuovo,
Fondazione Campania dei Festival/Napoli.Teatro Festival Italia
BRAND
da Henrik Ibsen
adattamento Federico Bellini
con Caterina Carpio, Daniele Fior, Giovanni Franzoni, Massimiliano Loizzi, Candida Nieri, Valentina Vacca
musiche Franco Visioli
scene e costumi Fabio Sonnino
disegno luci Simone De Angelis
realizzazione scene Marco Di Napoli
realizzazione costumi Cinzia Virguti
assistente alla regia Maria Conte
regia Tommaso Tuzzoli

Brand, in celtico, significa spada. Nell’antico dialetto tedesco, Brand indica un incendio, qualcosa che brucia, ma anche il tizzone di legno pronto ad ardere. In italiano si brandisce una scure, un bastone e, appunto, una spada. Già nel titolo del suo dramma Ibsen evoca lo spirito dell’opera; uno scritto che taglia, incendia, divide con la violenza della scelta.

Ibsen declina l’aut-aut di Kierkegaard nella formula “tutto o nulla” che informa le azioni del suo protagonista; tornando al grande archetipo dell’Amleto shakespeariano, forse l’altro grande testo ispiratore del Brand, Ibsen circoscrive l’essere aggiungendovi un dettaglio non proprio insignificante: non si può essere parzialmente, non si può abbracciare l’essere con riserva, ma si deve volerlo con la totalità della propria anima. Tutto o nulla. Ibsen raccoglie in questa sintesi estrema tutto il percorso del proprio protagonista; il Brand personaggio ha pochi tentennamenti, poche indecisioni; egli è l’eroe che deve portare a termine la propria missione, ad ogni costo. Ma il prezzo dell’essere, come già per Amleto, è altissimo: essere totalmente significa anche e soprattutto saper rinunciare a molto. Così Brand non lascia che vittime sul suo cammino: la madre, a cui nega di fatto la Redenzione, la moglie, che egli stesso confina in una terribile condizione e il figlio che muore. I personaggi dell’opera, che il grande drammaturgo immerge in un nord dell’anima austero e sacrale, divengono immediatamente essi stessi funzioni, archetipi. Agnese è l’agnello di Dio, la vittima sacrificale, il Podestà assume in sé i tratti del Potere, il Decano rivendica l’autorità intangibile di quella Chiesa che è già imbastardita dal commercio con gli uomini. Perché, per il fondamentalista Brand, l’essere umano è per sua natura un troppo: troppo debole, troppo fiacco, troppo sfibrato dalla lotta del vivere quotidiano per ambire al sublime della fede. E proprio qui, nel punto in cui Ibsen decide di forzare l’oltranzismo di Brand oltre i confini dell’umano, che si insinua quella che forse è la domanda capitale dell’intera opera: è Brand ad essere ammalato di purezza o è il popolo ad essere contagiato a morte dallo spirito del compromesso? Ibsen sommerge Brand nella valanga dell’infanzia, chiarendo che la sua missione si è spenta nel fallimento; ma è vero che il Potere ha vinto, indirizzando il popolo a non rivoltarsi e non cambiare? Penso che cercare di rispondere a questa domanda non riguardi soltanto la necessità di fare un buon spettacolo ma anche, soprattutto, di riflettere su un’opera che, pure avvolta nella nebbia di una terra lontana e desolata, non smette di metterci di fronte alla nostra responsabilità individuale e politica, a quello svilito essere che oggi è spesso, appunto, di troppo.
Federico Bellini

19 dicembre 2010 ore 20.30 – ingresso gratuito
Medea.net e Nuovo Teatro Nuovo
Forum Universale delle Culture 2013
L'ARTE DEL RACCONTO II edizione
Rassegna di letteratura a teatro a cura di Massimiliano Palmese
LA GIUSTA PARTE
Testimoni contro le mafie
reading a cura di Mario Gelardi
L’arte del racconto, rassegna di letteratura a teatro a cura di Massimiliano Palmese, nasce per promuovere la lettura e i giovani scrittori campani. Ogni appuntamento presenta infatti al pubblico nuovi narratori: alcuni tra i migliori attori napoletani ne leggono i racconti, e registi teatrali curano la “mise en espace”. Oltre a segnalare le nuove migliori antologie in uscita, la II edizione della rassegna seguirà il tema della stagione teatrale, il fondamentalismo.


21 - 22 dicembre 2010 -  ore 19.30- ore 20.30- ore 21.30
PRESEPE SONORO
da un'idea di Antonio Latella
a cura di Giuseppe Stellato
Anche tua madre
ha gridato.
S'è afferrata alla mangiatoia quando dal ventre le uscivi.
Sapeva anche lei che nascendole Cristo come Dio le morivi?
Giovanni Testori

Il progetto consiste in una rivisitazione "multimediale" del presepe Natalizio, sotto forma di un' installazione-performance a carattere immersivo, in cui il pubblico ha la possibilità di entrare fisicamente in contatto con lo spazio teatrale, vivendolo da protagonista. Un percorso narrativo fatto di luci, suoni e immagini, che prova a ribaltare il punto di vista di uno dei simboli più forti della nostra tradizione iconografica. Un'esperienza che tenta di diventare un filtro attraverso il quale osservare con uno sguardo diverso la realtà che ci circonda. A partire dalla città.

26 - 30 dicembre 2010
Teatri Uniti
ŠOSTAKOVIC IL FOLLE SANTO
drammaturgia Antonio Ianniello, Francesco Saponaro
con Tony Laudadio
suono Daghi Rondanini
luci Lucio Sabatino
costumi Rossella Aprea
aiuto regia Simone Petrella
direzione tecnica Lello Becchimanzi
regia e spazio scenico Francesco Saponaro
Studio teatrale ispirato alla vita e all’opera del compositore russo Dmitrij Šostakovic. Melologo in cui si fondono vita privata, musica e riflessioni sul rapporto cruciale tra
artista e potere. Un’accalorata confessione, ricostruita a partire da un ampio epistolario e da alcune prestigiose biografie, da cui emerge un complesso mondo interiore venato di malinconica ironia che rimanda ai racconti della letteratura russa. Figura tra le più rappresentative e profetiche del Novecento, Šostakovic subisce la crudeltà di uno stato repressivo che tenta con la ferocia e con l’inganno di espropriare e manipolare la cultura. Infaticabile compositore, schivo, introverso, segretamente tormentato dai fantasmi della persecuzione politica, vive i suoi giorni all’ombra del tiranno. La sua eccellente complessità di compositore regala al futuro l’esempio di una musica toccante e universale che fonde, nonostante tutto, ironia e tragedia, tormento e gioia.

28 - 30 dicembre 2010 ore 23.15
Uno spettacolo della compagnia MERCANTI DI STORIE e della PICCOLA ORCHESTRA FONOMECCANICA
RADIO, OVVERO L’ADUNATA DEI REFRATTARI
scritto e diretto da Massimiliano Loizzi
musiche e arrangiamenti Piccola Orchestra Fonomeccanica
con Massimiliano Loizzi, Patrizia Gandini, Massimo Viafora, Francesco Arcuri (organetto, ukulele e sega), Orazio Attanasio (voce e strumenti a corda), Marco Casari (batteria e percussioni), Stefano Fascioli (contrabbasso), Giovanni Melucci (fisarmonica e piccole tastiere)
Un radioshow senza che nessuna radio lo trasmetta, una diretta senza diretta, una piccola voce libera contro la censura dilagante e strisciante: uno spettacolo comico, musicale, di satira e controinformazione, un happening diverso di sera in sera, l’unica RADIOPIRATA d’Italia. Musica dal vivo, jingle pubblicitari, controrassegna stampa, almanacchi, rubriche, monologhi, canzoni, ospiti illustri, strambi personaggi e molto altro ancora popoleranno la diretta del primo radiospettacolo teatrale interattivo: il pubblico potrà telefonare o mandare un sms in diretta, comodamente dal proprio posto a sedere, partecipando così al RADIOVOTO e all’eliminazione in diretta di qualcuno!!! Ed avrà la rara occasione di assistere ai fuori onda e tutto quanto accada, invisibile per gli ascoltatori, in uno spettacolo radiofonico. Un’accolita di refrattari alla legge e al divieto di libero pensiero, che si adunano clandestinamente in cerca di coraggiosi partigiani alla loro causa: trovar casa (anche in affitto) per la libertà. Uno spettacolo dal vivo perché non siamo ancora morti…o defunti, arrestati, esiliati! Per ridere, per resistere, per non morire !