Martedì 27 Settembre 2016
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.:: Campaniameteo.it - Una nuova era glaciale potrà colpirci a partire dal 2014 secondo il prof. russo Habibullo Abdussamatof ::.

IN ARRIVO UNA NUOVA ERA GLACIALE DAL 2014 ?
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Il professor Habibullo Abdussamatof è uno dei più importanti astrofisici della Russia. Conduce, al prestigioso osservatorio della Accademia delle Scienze Russa di Pulkovo, San Pietroburgo, il progetto “Astrometria”, che riguarda misurazioni relative al comportamento del sole. Il sole presenta comportamenti ciclici di diverso periodo: c’è il ciclo di attività solare di circa 11 anni, evidenziato dalle macchie solari, che variano tra un massimo ed un minimo. Siamo oggi verso la conclusione del 24° ciclo  che presenta una drastica riduzione dell’attività solare. Oltre a questo c’è un ciclo di 200 anni, esso pure in fase di declino dall’inizio del 1990.  Questi cicli vengono associati da Abdussamatof a variazioni del diametro del Sole. Da essi dipende l’ Irradiazione Solare Totale (TSI) che determina le temperature terrestri. La periodicità di queste variazioni permette di dar conto delle glaciazioni passate e di prevedere il futuro. Ebbene, secondo il prof. Abdussamatof siamo all’inizio di una glaciazione che raggiungerà un massimo attorno al 2055, proprio quando secondo le minacce dei fanfaroni del Global Warming  la terra andrebbe in ebollizione, se non foraggiassimo a dismisura la loro green economy.   
Il professor Abdussamatof presenta le sue teorie in articolo intitolato: Bicentennial Decrease of the Total Solar Irradiance Leads to Unbalanced Thermal Budget of the Earth and the Little Ice Age. L’articolo è stato pubblicato lo scorso 1 febbraio su Applied Physics Research e può essere ritrovato al portale del giornale.

Per la raccolta dei dati lo studio si avvale del Service Module del segmento Russo della International Space Station (ISS) che permette misure non distorte dall’atmosfera e dall’instabilità della terra. Lo studio ha un obiettivo più ampio: comprendere grazie al Sole, vicino a noi e facilmente osservabile, il comportamento delle stelle, e quali siano le variazioni della intensità di radiazione ed del diametro. Un aspetto importante sono le connessioni con la geofisica, la meteorologia, la biologia, la medicina. Infatti tutte le sorgenti di energia, tradizionali o rinnovabili, usate dall’umanità sono collegate al sole. La vita sulla terra dipende quasi esclusivamente dalla Irradiazione Solare Totale (TSI). Ogni cambiamento di questo fattore si ripercuote sulla terra e nello spazio ad essa circostante. Il flusso energetico del sole definisce dinamicamente il clima della terra e degli altri pianeti; esso a sua volta è definito dall’area della superficie solare o, in altre parole, dal diametro del sole. Una valutazione esatta delle variazioni del diametro solare è strettamente correlabile alle variazioni nel tempo della TSI ed alle macchie solari.

Le variazioni terrestri seguono con un certo ritardo quelle solari a causa dell’inerzia termica della terra, a cui danno un forte contributo gli oceani. Per esemplificare, una minestra rimane ancora calda per diversi minuti dopo esser stata tolta dal fuoco, mentre una bottiglia tolta dal frigo rimane fredda ancora per un certo tempo. Ma facendo il bilancio tra l’energia assorbita e quella ceduta dalla terra, è possibile calcolare lo squilibrio energetico, e prevedere la futura evoluzione della temperatura terrestre. Dice il prof. Abdussammatof: “Cambiamenti della potenza delle radiazioni caloriche ad onda lunga della terra emesse verso lo spazio si manifestano in ritardo rispetto alla radiazione solare precedentemente assorbita, a causa di un cambiamento lento dell’ entalpia terrestre. Questo è il motivo per cui il credito ed il debito energetico dell’ Energy Budget annuale della terra si trovi quasi sempre in uno stato di non equilibrio”. Cioè rispetto ad una situazione ipotetica di equilibrio il pianeta sarà alternativamente o troppo caldo o troppo freddo.  “Il bilancio termico annuale nel lungo periodo determinerà in modo affidabile il corso ed i valori sia dell’eccesso di energia accumulata dalla terra,  che del deficit energetico del budget termico rispetto all’irradiazione solare (TSI), e questo permetterà di predire con largo anticipo l’ampiezza dei prossimi cambiamenti climatici. … Dall’inizio degli anni 90 noi osserviamo una diminuzione bicentennale  della TSI e  della relativa  energia assorbita dalla Terra”. Nella situazione attuale la Terra ha appena assorbito un massimo di calore e si trova, riprendendo il paragone prima proposto, come la minestra appena tolta dal fuoco. Ora non può che raffreddarsi, cioè  “avrà da ora in poi un bilancio termico negativo che porterà come conseguenza ad una caduta della temperatura fino ad un minimo attorno al  2055”.

Dall’inizio del1990 I valori delle componenti  sia del ciclo bicentennale  che di quello undecennale, misurate strumentalmente in W/m2 , diminuiscono a ritmo accelerato e quindi la frazione assorbita dalla terra sta diminuendo di conseguenza, e questo non viene compensato da una diminuzione delle emissioni termiche verso lo spazio, che rimangono allo stesso livello per circa 14 anni a causa dell’inerzia termica degli oceani.

All’azione esercitata dal sole si accompagnano reazioni del sistema terrestre nella sua complessità costituita da atmosfera, acque e terre emerse. Si vengono a creare fenomeni che a loro volta si riverberano sul clima, dando luogo ai cosiddetti “feedback”.

Abdussamatof esamina il fenomeno delle correnti marine chiamate  El Niño o La Niña, trovando una correlazione  coerente con il suo sistema. “ I nostri risultati indicano che esiste una comune azione del ciclo di 11 anni, e del ciclo bicentennale della TSI  sul cambiamento dello stato superficiale  e sub-superficiale della parte tropicale dell’Oceano Pacifico. Questa è  accompagnata dalla comparsa di correnti calde o fredde (cicli del  El Niño o La Niña), che influenzano pure il cambiamento climatico. Le caratteristiche da noi 0sservate su El Niño durante gli ultimi 31 anni hanno mostrato cambiamenti in direzione opposta rispetto alle previsioni dei modelli climatici che assumono una importanza predominante dei gas serra”.

Abdussamatov rileva però che l’entità delle fluttuazioni bicentennali della TSI è relativamente piccola e perciò insufficiente a spiegare I corrispondenti cicli di variazione della temperature terrestre, dal riscaldamento globale alle piccole glaciazioni. La spiegazione è che entra in gioco  una sistema di amplificazione  che porta ad influenze aggiuntive, nella forma di feedback. I fenomeni identificati che svolgono questo compito sono il  cambiamento dell’albedo  (riflessione nello spazio delle radiazioni solari) , e della concentrazione atmosferica dei gas serra (in primo luogo il vapore acqueo, e poi l’anidride carbonica, il metano ed altri gas).

L’albedo è uno dei parametri fisici più importanti del budget energetico della Terra ed i suoi cambiamenti sono un potente motore delle variazioni climatiche. Il valore dell’albedo sale ad un livello massimo durante il profondo freddo così aggravandolo, e cade a livelli minimi durante il periodo di riscaldamento così  favorendolo; questo aumenta ulteriormente l’ampiezza delle oscillazioni.  A loro volta le variazioni della concentrazione del gas serra si muovono in direzione opposta, poiché la loro abbondanza è in massima parte determinata dalla temperatura degli oceani. Variazioni delle caratteristiche della superficie terrestre e dell’atmosfera causate dalle variazioni bicentennali della TSI danno origine a successive sequenze di cambi di temperatura che si sommano a quelli precedenti con un effetto di ripetizioni multiple di feedback secondari in un ciclo causa-effetto, anche se la TSI rimane costante per un certo periodo di tempo. Questo porta ad una amplificazione dei cambiamenti climatici di una entità che supera l’influenza delle variazioni bicentennali della sola TSI. Una situazione simile fu osservata alla fine del XX secolo.

Ma il XXI secolo si trova nella situazione opposta, e secondo queste previsioni sprofonderemo in una nuova “piccola glaciazione”. Sarebbe la quinta dell’ultimo millennio, dopo quelle denominate di  Wolf nel secolo XIII, di Sporer nel XV, di Maunder  nel  XVII e di Dalton nel XIX, ad intervalli quasi bicentennali, che confermerebbero la teoria di Abdussamatof.

Corrado Fronte

 




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