Venerdì 10 Settembre 2010
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.:: Campaniameteo.it - LA YASMINA, LA NAVE ARENATA A SALERNO NEL FEBBRAIO 2003 ::.

YASMINA, LA NAVE ARENATA A SALERNO NEL FEBBRAIO 2003
(Articolo letto 997 volte)


Il 4 febbraio 2003 cominciò l’odissea della M/N Yasmina Kingstown, di proprietà dell’l'Armatore QUAY SUCCESS LTD delle BRITISH VIRGIN ISLAND,  nei Caraibi. 

Proveniente dalla Cina, con venti uomini di equipaggio, in attesa di entrare nel porto di Salerno, il cargo si trovò a fronteggiare condizioni meteorologiche tremende.

Il vento da SW ad oltre 70 nodi e il mare forza 7-8 l'avevano spinta più volte a ridosso degli scogli del molo di sovra flutto.

 

Le condizioni meteo di quel giorno (elaborate da www.campaniameteo.it)

Una intensa depressione (989 mb) ha generato violenti venti di libeccio (nota: il libeccio è un vento umido e violento che proviene da Sud Ovest che è' molto temuto per gli effetti che può provocare, infatti spesso genera forti mareggiate, condizioni di burrasca e piogge molto intense) che hanno spazzato la costa per buona parte della giornata. Il mare invase anche la strada litoranea da Torre Angellara a Magazzeno creando molti disagi alla circolazione stradale. Una mareggiata così violenta non investiva la  costa  salernitana dal 26 marzo 1992. Dopo aver scatenato la tempesta di libeccio la depressione ha attivato gelide correnti artiche che dal giorno 5 febbraio 2003 hanno causato freddo intenso e  nevicate anche a bassa quota ( imbiancato il castello di Arechi a Salerno).

 

Dopo oltre un'ora di tentativi andati a vuoto, la Yasmina era stata messa in sicurezza in rada.
        
Dopo che il cargo era stato tratto in salvo da due rimorchiatori, l'armatore si era rifiutato di pagare le spese come prevede invece il codice di navigazione.
   

Il giorno dopo, perdurando le difficili condizioni meteo e, secondo gli esperti, per le gravi negligenze del comandante, raggiunto da un avviso di garanzia con l’accusa di naufragio colposo, la nave Yasmina dalla posizione nella rada del porto di Salerno si arenava nello specchio d’acqua antistante la zona di Torrione, a circa 50 metri dalla riva.
 
Bisogna ricordare che la nave trasportava 34 tonnellate di nafta, 17 mila litri di olio combustibile e ben 160 tonnellate di nafta solida.
        

I primi tentativi di recupero della nave, con la chiglia incagliata nei fondali e i motori in avaria, iniziarono già il giorno successivo, a cura di tre rimorchiatori operanti nel Porto di Salerno.
        
Nei giorni immediatamente seguenti l'Armatore decise di provvedere direttamente al recupero, affidando la direzione delle operazioni ad un savage master (esperto di salvataggi) di propria fiducia; le operazioni preliminari per mettere in sicurezza la nave vennero svolte con l'ausilio di due rimorchiatori del Porto di Napoli, «Mastino» e «Punta Campanella» e proseguirono, poi, con l'ausilio di una draga e di due pescherecci che avevano il compito di rimuovere la sabbia depositatasi ai lati dello scafo della nave.
        

Queste operazioni continuarono fino al 2 marzo 2003, quando la prua della nave si spostò di 52° rispetto alla posizione originaria ponendosi quasi perpendicolare rispetto alla linea di costa.
        
Il 4 marzo 2003 i rimorchiatori napoletani interruppero le operazioni che non avevano dato gli effetti sperati.
        

Considerato che la nave si trovava in prossimità della battigia e tenendo conto  del carico altamente inquinante, nascevano naturalmente preoccupazioni per la pubblica incolumità e per l'equilibrio ambientale. Un ulteriore pericolo erano addirittura le oscillazioni registrate nei palazzi del lungomare a Torrione, quando il cargo accendeva i motori per tentare di disincagliarsi.
        

La nave nel frattempo si trasformò in un vero spettacolo, addirittura con bancarelle: la folla dei curiosi creava seri problemi alla circolazione stradale sul lungomare Marconi.
        
Le operazioni di recupero furono lunghe e complesse, tanto da concludersi dopo 169 giorni, il 23 luglio 2003. La nave, grazie ad una serie di contrappesi e trainata dal rimorchiatore «Olanda» del porto di Salerno,  viene spostata di circa 120 metri dalla riva nel canale scavato dalla draga olandese Salamander che aspirava sabbia sotto la chiglia, prima che le operazioni fossero sospese in attesa dell'alta marea.
La Yasmina lasciò Salerno il 15 settembre 2003.
 


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