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FORENZA (POTENZA): LA LEGGENDA DEI TEMPLARI - 16 AGOSTO 2012
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La leggenda dei templari - Forenza (Potenza)
16 Agosto 2012

Corteo Storico, sfilata e drammatizzazione "La leggenda dei Templari - Ugo dei Pagani e la sfida del Mito- A.D. 1118"
 
A Forenza, centro del Vulture Alto-Bradano in Basilicata, si svolge con consuetudine annuale, una rievocazione storica, giunta quest'anno alla IX edizione, che si colloca nel periodo del consolidamento della dominazione normanna dell’Italia meridionale (XI-XII secolo), dopo la prima Crociata, allorché emersero le formazioni degli ordini monastico-cavallereschi primo fra tutti l'Ordine dei Cavalieri Templari, la cui fondazione si rappresenta e si rievoca. Già sotto la dominazione longobarda, Forenza, si erge abbarbicata sulla cima e sui pendii di un colle alto 836 metri s.l.m., a dominare i suoi boschi ed un’ampia e distensiva vallata.
 
Ancora oggi il paese conserva tipicamente l’aspetto di fabbrica medievale: nei terrazzamenti e nei resti di torri e mura medioevali, nelle strade a rampe irregolari ed anguste, nelle viuzze lastricate in pietra, nelle lunghe gradinate che scendono dall’acropoli alla strada rotabile, negli archi, nelle case addossate le une alle altre, nei portali.

E’ questo suggestivo borgo che ogni 16 del mese di agosto, fa da sfondo e palcoscenico alla manifestazione rievocativa. Il Corteo Storico, composto da duecento figuranti in pregiati costumi dell’epoca e da attori non professionisti, che si porta nel borgo medioevale imbandierato con vessilli templari ed illuminato da torce, catapulta lo spettatore nella misteriosa ed inquietante atmosfera dell’alto-medioevo. Durante la drammatizzazione riecheggiano con forza le motivazioni di Ugo e dei primi otto cavalieri, di far proprio il nobile ideale di difendere la cristianità pellegrina e i Luoghi Santi dagli infedeli.
 
Il colloquio con il padre Pagano e con la madre Emma, il riconoscimento dell’Ordine, l’approvazione della Regola al Concilio di Troyes da parte del Legato Pontificio Matteo da Albano, redatta da Bernardo di Chiaravalle, la nomina a Primo Gran Maestro conferitagli e l’investitura, sono poi i momenti culminanti di una suggestiva rievocazione dove i fatti sono ancora sospesi tra storia e leggenda.