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PARCO MURGIA, SI PRESENTA LA GUIDA AGLI INSETTI DEL PARCO
(Articolo letto 2418 volte)

Si presenta la “Guida agli insetti del Parco della Murgia Materana” di Eustachio Tarasco
e Oreste Triggiani dell’Università di Bari e “Gli insetti e gli altri animali nella tradizione popolare materana”
di Giuseppe Gambetta. Due preziosi lavori che arricchiscono la Collana Parcomurgia
 
Giovedì 28 Gennaio 2010 - ore 18
Circolo la Scaletta, Matera
 
 
 
Di seguito la presentazione alla Guida fatta da Roberto Cifarelli
 
La Guida agli insetti del parco impreziosisce la “Collana Parcomurgia” e va ad arricchire quel patrimonio di conoscenza indispensabile per attuare corrette politiche di tutela e conservazione della natura.


Ringrazio per l’ottimo e paziente lavoro gli autori Eustachio Tarasco e Oreste Triggiani, docenti di Entomologia, e tutti coloro che hanno collaborato alle ricerche ed al successivo lavoro di catalogazione, Vito Santarcangelo e Angelica Cannone in testa, realizzato grazie alla convenzione stipulata a suo tempo tra l’Ente Parco e la Facoltà di Agraria, Dipartimento di Biologia e Chimica Agro-Forestale e Ambientale, Sezione di Entomologia e Zoologia, dell’Università di Bari.


Non nascondo l’emozione nel ricordare Biagio Mattatelli, cara persona, amica del Parco e amico della terra e della natura, che ha volontariamente animato questo lavoro fin quando gli è stato concesso. Senza il necessario contributo di passione che ha accompagnato la competenza in tutto il percorso di studio, questa Guida alla entomofauna non avrebbe mai visto la luce; di questo sono grato agli Autori ed in particolare a Eustachio Tarasco, materano amante della propria terra e delle proprie radici.


L’Ente decise di promuovere l’indagine sugli insetti del parco nel mentre portava a compimento il lungo iter approvativo del Piano del Parco, eredità del lavoro guidato dall’architetto Lorenzo Rota e svolto negli anni su impulso dei comuni di Matera e Montescaglioso.
Lo fece nella consapevolezza che occorreva aggiungere ai già ottimi studi alla base del Piano quegli approfondimenti scientifici, tecnici e storici, relativi alle “emergenze” naturalistiche e storiche, per migliorarne l’impostazione.

Ecco quindi che nasce la “Collana Parcomurgia” di cui fanno già parte importanti testi quali la Guida alla flora di Gambetta e Medagli e Il patrimonio rurale del materano di Mario Tommaselli.


è quindi con estremo piacere che presento ai lettori curiosi, ai cultori della materia, agli amanti della natura, ma anche al mondo scientifico, la Guida agli insetti del Parco della Murgia Materana utile alla conoscenza più approfondita di un campo, l’entomologia, sottovalutato spesso, impropriamente, per l’importanza nell’ecosistema ed in particolare in un piccolo lembo della Bell’Italia, qual’è il Parco della Murgia Materana, Sito di Interesse Comunitario nonché Zona di Protezione Speciale.
 
 
Dall’introduzione del professor Ferdinando Mirizzi al volume “Gli insetti e altri piccoli animali nella tradizione popolare materana”.
 
Non so con quale e quanta consapevolezza teorica, ma sicuramente con buoni risultati dal punto di vista intuitivo e sul piano empirico, Giuseppe Gambetta dimostra di muoversi piuttosto agevolmente sul terreno di quell’ambito della ricerca antropologica definibile come etnoscienza, e sviluppatosi soprattutto nel contesto statunitense, nel raccontare il mondo degli insetti visto nell’ottica della cultura tradizionale materana.

La sua appassionata e informata trattazione si colloca, direi, sul duplice versante a) dello studioso naturalista che svolge il suo lavoro di analisi del mondo naturale, e segnatamente delle diverse categorie di insetti presenti nell’habitat murgiano, tenendo conto delle denominazioni adottate localmente; e b) del ricercatore che opera allo scopo di individuare e spiegare i modi attraverso cui una cultura organizza le proprie conoscenze e elabora specifici criteri di classificazione e categorizzazione. In questo secondo caso, in particolare, mi sembra che Gambetta si ponga costantemente il problema antropologico della traduzione, per poter rendere espliciti tali conoscenze e tali criteri anche a chi è estraneo alla cultura tradizionale materana.


Leggendo le pagine che seguono, si ha l’impressione che implicitamente il suo autore colleghi l’attività cognitiva sulla realtà fenomenica locale, intesa qui essenzialmente come modalità di classificazione delle specie naturali, alle forme in cui gli uomini e le donne appartenenti a una specifica comunità agiscono e operano nel loro particolare contesto storico e sociale. È attraverso quell’agire e quell’operare che si produce la cultura, la quale ha bisogno del linguaggio per poter essere comunicata.


Ciò significa che, attraverso gli insetti e gli altri piccoli animali che popolavano il mondo concreto e quello immaginario della comunità vivente nei Sassi prima che gli storici rioni fossero abbandonati a seguito dell’applicazione della legge speciale n. 619 del 1952, gli interlocutori di Gambetta scelti come sue fonti privilegiate, uomini e donne facenti parte di quella comunità, raccontano in realtà se stessi, le proprie paure e le proprie speranze, parlano delle proprie esperienze, di un’esistenza di emarginazione, di miseria e di stenti, nell’attesa di un riscatto che alcuni sembravano intravedere nel processo di allontanamento dalle antiche abitazioni nei Sassi.