Domenica 25 Settembre 2016
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L'IDEAZIONE DEL PARAFULMINE
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Il parafulmine fu inventato quasi per caso, durante un temporale estivo nel 1752. Il suo ideatore, Benjamin Franklin, era intento a dimostrare, utilizzando un aquilone, che il fulmine era una “semplice” scarica elettrica: da lì nacque l’idea di costruire qualcosa per evitare le conseguenze negative, per gli uomini e per le cose, derivanti dalla caduta di un fulmine, considerato ancora oggi, presso alcuni popoli primitivi, una chiara manifestazione dell’ira delle divinità.

Nell’antica Grecia o al tempo dei Romani, si credeva che Zeus (o Giove per i latini) scaricava sulla terra la propria rabbia attraverso il lancio di terribili fulmini, preparati per l’occasione dal dio Vulcano.

Al di là della mitologia, sono note alle cronache tragedie avvenute realmente in ogni tempo e in ogni luogo: per esempio, fu proprio a causa di un fulmine che nel 1561 crollò la maestosa cattedrale di San Paolo a Londra (che, essendo alta circa 160 metri, era stata fino ad allora uno degli edifici più alti del mondo); un’altro evento tragico, causato dallo stesso motivo, e che purtroppo costò la vita a 21 persone, avvenne nel 1975, nello Zimbabwe.

Ma come venne l’idea, al geniale Franklin, di costruire quello che oggi è definito comunemente “parafulmine” ?
Un giorno, durante un improvviso temporale dell’estate del 1752, egli ebbe l’idea di far volare in cielo un aquilone, al cui filo aveva attaccato una chiave di ferro: l’energia elettrica di un fulmine, richiamata dalla chiave metallica, si scaricò lungo il filo dell’aquilone, provocando una forte fiammata.

Era così riuscito a dimostrare ciò che voleva: il fulmine non era altro che una scarica elettrica.
L’esperimento non ebbe però fine: Franklin pensò bene di applicare la sua teoria alla realtà pratica: si procurò un’asta metallica e la fissò sul punto più alto della casa, in modo da attirare i fulmini; mise poi insieme una serie di fili, anch’essi metallici, che correvano lungo i lati dell’edificio, finendo poi nel terreno. Aveva trovato quindi il modo per “catturare” le scariche elettriche provocate dai fulmini e farle poi abbattere a terra; il tutto, sfruttando la capacità dei fili metallici di essere ottimi conduttori di corrente elettrica.

Da quel momento vennero installati parafulmini dapprima a Filadelfia, la città dove Franklin abitava, proteggendone le case, e poi in tutti i centri abitati limitrofi.

Oggi è quindi grazie a Franklin (che tra l’altro è uno dei Padri della Costituzione degli Stati Uniti d’America) che le nostre città sono protette, quasi del tutto, dalla caduta di un fulmine: solitamente, almeno per quanto riguarda i grossi centri, i parafulmini sono installati su strutture di interesse pubblico (per es. scuole, Comune, ecc.), ma anche su edifici privati.

La curiosità : molto spesso si fa una gran confusione tra fulmine, lampo e tuono.

In realtà ognuno di questi termini ha un significato diverso: il fulmine può essere definito come una scarica elettrica atmosferica che avviene con manifestazione di luce (lampo) e rumore (tuono); esso consiste in un susseguirsi continuo di scariche elettriche tra una nube e il suolo, oppure tra due punti di una stessa nube o, ancora, tra 2 nubi diverse, ed avviene quando si raggiungono differenze di potenziale elettrico tra 107  e 109  V tra due campi elettrici opposti.