Lunedý 26 Settembre 2016
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IL SALE E IL CLIMA
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Uno dei dati fondamentali per realizzare previsione meteo accurate è conoscere la concentrazione del sale alla superficie degli oceani. Questo indice è un indicatore essenziale per comprendere come il vapore acqueo si muove tra oceano, terra e atmosfera. Per migliorare l'assunzione di questi dati, la Nasa lancia il 9 giugno Aquarius, lo strumento per la misurazione della salinità, installato a bordo del satellite argentino Sac-D che aiuterà i ricercatori a verificare le interazioni tra la salinità e l'atmosfera e la sua influenza sul clima globale. Una coincidenza particolarmente significativa in quanto il lancio avviene un giorno dopo la Giornata mondiale degli oceani.

Secondo Gary Lagerloef, capo dei laboratori Earth & Space Research di Seattle e principale ricercatore di Aquarius, le correnti oceaniche basate sulla densità dell'acqua sono controllate sia dalla temperatura dell'acqua che dalla sua salinità. Nonostante il sale rappresenti solo il 3,5% degli oceani, la sua influenza è molto maggiore della percentuale in cui è presente. La salinità, infatti, influenza il moto degli oceani e la stessa temperatura dell'acqua, in quanto la concentrazione salina degli strati marini superficiali - dove avviene lo scambio di calore e vapore con l'atmosfera - è alla base di tutti i processi di interfaccia tra le due superfici. La salinità è quindi la variabile meno studiata e conosciuta nella comprensione tra la circolazione oceanica e il ciclo dell'acqua, elementi fondamentali dei modelli matematici per l'evaporazione e le precipitazioni, quindi in ultima analisi per comprendere a fondo la meteorologia.

Quindi è un elemento chiave per conoscere il tempo che farà, ma anche per comprendere il clima del passato e confrontarlo con i modelli delle variazioni climatiche previste a causa del riscaldamento globale. Finora gli scienziati hanno raccolto dati sulla salinità tramite strumenti posizionati su boe galleggianti, navi o aerei, dati che però, a causa delle molte difficoltà a effettuare misurazioni in oceano aperto o nelle zone polari, spesso sono incompleti e quindi inadatti per essere utilizzati in previsioni globali. Aquarius darà un impulso basilare alla raccolta di questi dati, campionando tutti mari liberi dai ghiacci almeno una volta ogni sette giorni per i prossimi tre anni.

Fonte: Corriere.it