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2011, L'ANNO DEGLI URAGANI
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L'estate del 2011 verrà certamente ricordata come una delle stagioni più intense, dal 2005 ad oggi, per quel che concerne la formazione e la nascita degli uragani e tempeste tropicali lungo l'Atlantico tropicale. Dopo i mesi di Giugno e Luglio fondamentalmente piatti, in Agosto, con l'elevazione del "fronte intertropicale" sull'Africa occidentale e il conseguente rinforzo del "Monsone di Guinea", si è registrato un notevole incremento dell'attività convettiva lungo il Sahel occidentale con la formazione e l'evoluzione di numerose "tropical waves", i famosi fronti temporaleschi tropicali che si muovono sotto ampie ondulazioni, da est ad ovest, attraverso buona parte del continente nero.

Tali fronti tropicali, una volta spostati sull'Atlantico, su acque superficiali più calde, acquistando enormi quantità di calore latente, evolvendosi successivamente in tempeste e uragani diretti verso l'area caraibica o lungo l'East Coast americana, con le classiche traiettorie paraboliche lungo il bordo sud-occidentale dell'alta pressione delle Azzorre, centrata in mezzo all'oceano.

Questo ad esempio è stato il caso degli uragani "Irene", che ha effettuato il "landfall" nei pressi delle coste del New Jersey (poco a sud di New York), e dell'attuale ciclone tropicale "Katia" che si muove poco a largo delle coste orientali USA, prima di venire spinto dal "Jet Stream" in direzione delle isole Britanniche entro martedi 13 Settembre, dove sono attese forti burrasche di vento dai quadranti occidentali. Diverso è il discorso per le tempeste che si originano sopra il golfo del Messico, sul settore occidentale davanti le coste messicane, che sovente vengono spinte in direzione delle coste della Lousiana o del Messico orientale, con "landfall" molto insidiosi che possono accompagnare precipitazioni di carattere torrenziale (vedi la tropical storm "Lee" in Lousiana).

Qui buona parte dell'energia viene fornita dalle elevatissime acque superficiali che a ridosso delle coste messicane e texane superano abbondantemente la soglia dei +30° +31°, si tratta di valori estremamente elevati per merito delle forti e persistenti ondate di calore che dal Luglio 2011 interessano senza sosta gli stati centro-meridionali degli USA, in particolare il Texas alle prese con una grave siccità e i continui incendi che stanno mettendo in ginocchio l'agricoltura.

Ma l'intensa attività dei cicloni tropicali atlantici che tipo di ripercussioni climatiche può avere sull'area mediterranea ?

Una correlazione diretta in chiave teleconnettiva si trova. L'intensità degli uragani atlantici è fortemente influenzata dall'adamento del "Monsone di Guinea" e dalle fluttuazioni dell'ITCZ lungo l'Africa centro-occidentale. In questi giorni la presenza del "fronte intertropicale" piuttosto elevato sopra la regione saheliana occidentale, fra Niger, Mali e Mauritania, è favorita dalle persistenti "tropical waves" che si spostano dalle coste africane occidentale verso l’oceano Atlantico.

Ciò si traduce in una intensa attività convettiva sull’Africa centro-occidentale, i forti moti convettivi stanno alimentando la cintura degli anticicloni sub-tropicali sahariani che continuano a mantenere dei posizionamenti ancora elevati, con i margini più settentrionali affacciati sul “mare Nostrum” (per Settembre comunque è normale). Questo tipo di quadro configurativo dovrebbe volgere a favore di un andamento meteo/climatico dominato dal tipico anticiclone Ibrido, formato dalla fusione dell’alta pressione delle Azzorre con il promontorio algerino in quota, che governerà il tempo sull’intero bacino del Mediterraneo, per giorni o settimane intere.

Per questo motivo la stabilità e il bel tempo saranno ancora ben radicati lungo le nostre regioni meridionali e le isole maggiori, che potranno essere interessate da rimonte calde sub-tropicali più o meno lunghe che regaleranno ulteriori scampoli d’estate tra la meta e la fine del corrente mese di Settembre, prolungando l'ormai lunga fase siccitosa che in Sicilia e Calabria persiste da Maggio.

In Sicilia e nella Calabria meridionale vi sono aree che non vedono una goccia di pioggia da oltre 100 giorni, ciò sta comportando danni enormi al settore agricolo.Basti pensare alle vendemmie anticipate già alla meta di Agosto a causa delle elevate temperature. Solo le regioni settentrionali si troveranno maggiormente scoperte agli attacchi perturbati atlantici che potranno dare luogo a brevi ma intense passate temporalesche dal nord-ovest al nord-est, per interferenze del "Jet Stream" al di là dell'arco alpino.Ma a parte questi brevi cicli di instabilità, relegati tra Alpi e zone pedemontane, il mese di Settembre continuerà a mostrare un volto caldo, stabile e soleggiato su buona parte del paese.Per l'autunno c'è ancora tempo.

Daniele Ingemi - www.meteoscienze.it