Lunedý 26 Settembre 2016
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GRASSANO (Matera) - foto reportage
(Articolo letto 2417 volte)

come arrivare
In auto
da Matera: tramite la strada prov.le Matera - Grassano;
da Potenza e da Metaponto: tramite la s.s. 407 “Basentana” (E 847), fino allo scalo di        Grassano e proseguendo lungo la strada prov.le “del mulino” fino al centro abitato

In treno
la stazione di Grassano Tricarico Garaguso è lungo la tratta ferroviaria Battipaglia – Potenza – Metaponto e dista circa 13 km dal centro abitato, per raggiungere il quale, si procede in autobus

In autobus
da Torino, Milano e Bologna: quotidianamente le autolinee MAROZZI - SITA effettuano corse in autobus da e per Grassano.
Per informazioni sugli orari delle partenze, e per l'eventuale prenotazione, consultare il sito Marozzi


Info & Prenotazioni

Biblioteca Comune di Grassano
Telefono: 0835. 527678

Associazione Culturale “CRASSANUM”(Ente Gestore)
Ing. Alberto Garambone
Telefono/fax con segreteria telefonica: 0835.527165
Email:garambone@tiscali.it

Le iniziative in programmazione

Il Parco Letterario ® Carlo Levi di Grassano è complementare a quello di Aliano, per cui la visita ai due paesi offre al visitatore un quadro completo del periodo trascorso da Carlo Levi, come confinato in Lucania, nei lontani anni 1935 e 1936. Oltre alla visita guidata ai luoghi ed agli ambienti leviani, il Parco offre ai visitatori le seguenti opportunità:

- Viaggi Sentimentali ® nel Centro storico, con rappresentazioni ambientate negli anni trenta, in relazione agli episodi più caratteristici riportati in "Cristo si è fermato ad Eboli", con assaggi e degustazione di prodotti tipici grassanesi quali "gnummeriedd ", salsiccia ed arrosti;

- Visita alla Locanda Prisco, con visione del CD Rom "Carlo Levi, Grassano e gli anni trenta", nonché di una raccolta fotografica su Carlo Levi;

-Visita al Palazzo Materi (citato in ”Cristo si è fermato a Eboli”);

- Possibilità di acquisto dei prodotti gastronomici locali, come dolciumi, biscotti, salumi, olio, vino, latticini, ecc., tutti realizzati con tecniche ancora artigianali.


La Cucina Letteraria
“Su quel fuoco coceva, con le scarse risorse del paese, dei piatti saporiti… Le teste delle capre le preparava ‘a reganate’… Delle budella faceva i gnemurielli. Nella cucina più misteriosa dei filtri, Giulia era maestra…”

In un saggio introduttivo, Italo Calvino, parlando di Levi, lo definisce “testimone della presenza di un altro tempo all’interno del nostro tempo, ambasciatore di un altro mondo all’interno del nostro mondo”.

E forse è proprio questa, al di là di quella letteraria, la connotazione più importante di “Cristo si è fermato a Eboli”, la scoperta di una condizione arcaica, al limite dell’umano, che è, comunque, teatro della straordinaria civiltà contadina lucana. E lui, lo scrittore, nel farsene ambasciatore ce la racconta nelle grandi problematiche e nei piccoli gesti quotidiani, tra credenze e magie. Nei sapori della cucina povera, ferma nel tempo, che si esprime anche nei regali dei paesani, fichi secchi, salami, focacce dolci.
Una cucina che dipinge i paesi lucani in uno scenario primordiale dove regna la fantasia che riesce trasformare in piatti gradevoli persino le teste di capra cotte nel coccio, tra le braci, ingentilite d’erbe profumate e uova (‘a reganate’).
E le budella delle stesse capre, arrotolate come gomitoli su di un pezzo di fegato o di grasso e una foglia di alloro, arrostendo spandono all’intorno “profumi annunciatori di una barbara delizia”.