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PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
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Il Parco è inserito un vasto sistema montuoso dell’Appennino calabro-lucano che interessa una superficie di circa 200 mila ettari, in 56  comuni, nelle provincie di Cosenza, Matera e Potenza. Bagnato dal mar Jonio e dal mar Tirreno, si estende sui massicci montuosi del Pollino e dell'Orsomarso. Ha vette tra le più alte del Sud d'Italia, coperte di neve per lunghi periodi dell'anno, da novembre a maggio.
Dalle sue cime, oltre i 2200 metri,  si possono ammirare, ad occhio nudo, ad ovest le coste tirreniche di Maratea, di Praia a Mare, di Belvedere Marittimo e ad est il litorale ionico da Sibari a Metaponto.


L'emblema del Parco è il Pino loricato.
Il territorio del Parco è caratterizzato da una natura aspra e varia, montagne, boschi, torrenti, e da una flora e fauna unica. Esso custodisce endemismi rari ed eccezionali, come il pino loricato, l'aquila reale e il capriolo.


Nel parco troviamo vaste faggete, rocce dolomitiche, accumuli morenici, circhi glaciali,  timpe di origine vulcanica, grotte carsiche,  massi erratici, gole profondissime, siti paleontologici, come la Grotta del Romito e la Valle del Mercure, ed archeologici, risalenti alla colonizzazione greca, di Santuari, Conventi,  Castelli, Centri Storici, come Laino Castello, ambienti di vita agropastorale, feste popolari, minoranze etnico-linguistiche di origine albanese del XV-XVI secolo.

La visita del parco può e deve essere integrata dalla visita dei centri storici con i loro dedali di viuzze, botteghe artigiane e vecchie osterie.

Sede: Complesso monumentale Santa Maria della Consolazione 6  85048 Rotonda (PZ)
Informazioni e contatti: Tel. 0973  66 93 11  e  Fax:0973  66 78 02
www.parcopollino.it/

Come arrivare:

In aereo: Aeroporti di Napoli, Lamezia Terme e Bari

In auto
Sulla A3 Napoli-Reggio Calabria uscire nel tratto compreso fra i caselli di Lauria Nord e Spezzano Terme. Prendere la SS 19, strada panoramica che attraversa tutto il territorio del Parco.


In Calabria, sul versante tirrenico, lungo la S.S. 18 da Tortora a Belvedere M.mo, si possono percorrere molte strade che si snodano verso l’interno fra di esse la S.S. 504, che da Scalea, passando per Santa Domenica Talao porta a Papasidero e Mormanno nonché la S.S. 105, che da Belvedere M.mo raggiunge Castrovillari e Francavilla M.ma.


Si può arrivare anche dal versante ionico, prendendo la S.S. 92, per chi proviene dalla S.S. 106. Sempre su questo versante, chi arriva da Nord Est, appena dopo Policoro, in Basilicata, dalla S.S. 106 può imboccare la S.S. 653, la fondovalle "sinnica" che porta a Valsinni nella Valsarmento, e superato il lago di Monte Cotugno può svincolare per la Valle del Frido. Proseguendo sulla sinnica, si attraversa la zona termale di Latronico e si giunge allo svincolo autostradale di Lauria Nord.

In treno


Le stazioni ferroviarie più vicine alle località comprese nel Parco sono:
in Campania: Sapri;  
in Basilicata: Policoro e Maratea;
in Calabria: Scalea, Paola, Roggiano Scalo - San Marco Argentano, Trebisacce e Sibari
In autobus, grazie a società di autolinee, il territorio del Parco è anche collegato, via autostrada, con Bari, Napoli, Roma, Firenze, Perugia, e Milano.

Fauna


Tra le cime dolomitiche, sui costoni e le balconate vola l'aquila reale. Le zone coperte di boschi di faggio, di castagno e di cerro sono popolate da fauna in via di estinzione: il lupo appenninico, il capriolo di Orsomarso, il cinghiale,  il gatto selvatico,  la martora, la puzzola, la lontra, il picchio nero, il falco pellegrino, il gufo reale e il corvo imperiale.
Tra i Rettili, nel Parco vivono due specie minacciate: la testuggine palustre e la più nota testuggine comune.
Fra i Roditori più significativi, va citato il driomio, un piccolo gliride presente, in Italia, oltre che sui rilievi montuosi calabresi, solo sulle Alpi orientali

Flora

Il pino loricato (Pinus leucodermis), emblema del Parco rende unica la vegetazione del Parco. Isolato o in nuclei, è presente nella fascia alto-montana, fino ai 2200 m, sulle cime del Pollino e scende anche fino ai 550 m nel versante sud-occidentale del Parco.
Vicino alla costa, fino ai 700-800 m, prevale la macchia mediterranea con la presenza di leccio, lentisco, ginepro, mirto, corbezzolo, roverella, acero minore, ginestra comune.
Sui fondi sabbiosi e rocciosi, tendenzialmente aridi, è presente  una vegetazione bassa e rada denominata “gariga”,
In altre zone prevale la “steppa mediterranea” con la presenza di graminacee perenni.
Fra  gli 800 e i 1100 m diverse varietà di querce, roverella, cerro, farnetto  anche in boschi misti con carpino orientale, acero, castagno, ontano napoletano,
Formazioni di grande rilevanza naturalistica sono le acerete del Monte Sparviere, nel versante ionico, con specie di acero - acero campestre, acero di monte, acero di Lobel, acero di Ungheria,, acero riccio.
Nella fascia montana, fino a quasi 2000 m, prevale la faggeta.
Nel versante settentrionale del Parco, il faggio dà luogo alla particolare associazione con l’abete bianco. Il pino nero compare, sul versante sud del massiccio, fino ai 1700 m.

Prima di effettuare una visita o un'escursione nel Parco:


- documentarsi sull'itinerario che si intende percorrere, adeguandolo, eventualmente, alle
   proprie capacità.
-  scegliere abbigliamento e attrezzatura idonei al tipo di visita o di escursione che si
   vuole intraprendere;
-  informarsi preventivamente sulle condizioni meteorologiche previste.
-  scegliere, possibilmente, l'accompagnamento di una Guida ufficiale del Parco

Segnalare agli uffici di competenza, emergenze, pericoli, danni, eventuali problemi ed inconvenienti, comportamenti scorretti.

Nel Parco non è consentito: inoltrarsi con l'automobile in strade non aperte al traffico e parcheggiare al di fuori delle aree previste; accendere fuochi; campeggiare negli spazi privi di autorizzazione; spargere o lasciare sul posto rifiuti; estirpare o danneggiare piante, fiori, funghi; raccogliere minerali; abbandonare strade o sentieri battuti; introdurre animali domestici; portare radioline, strumenti musicali e qualsiasi cosa che violi il silenzio, la pace, la solenne integrità della natura

Per una buona escursione


Periodo consigliato: dalla primavera all'autunno.


Abbigliamento: fare uso di indumenti comodi che lasciano traspirare il corpo, in una combinazione di strati, al fine di potersi coprire in base alle condizioni atmosferiche trovate durante l'escursione. Fare uso di pantaloni lunghi, scarponcini da escursionismo e calze lunghe traspiranti e ben aderenti. Munirsi di copricapo per ripararsi, a seconda della stagione, dal sole o dal freddo e disporre di occhiali da sole.
Equipaggiamento essenziale: zaino non troppo grande, dove tenere sempre una mantellina anti-pioggia, indumenti, borraccia, colazione (composta da cibi leggeri e poco ingombranti, privilegiando alimenti freschi: frutta e verdure)
Accessori consigliati: binocolo e macchina fotografica.