Domenica 25 Settembre 2016
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MELFI (Pz - Potenza), La CHIESA RUPESTRE di S. MARGHERITA: fotoreportage
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La chiesa grotta di S. Margherita, tutta scavata nel tufo vulcanico, è posta al di sotto (circa 2 metri) del piano stradale della statale 303 che congiunge Melfi a Rapolla, al chilometro 1 in direzione Rapolla.

La chiesa è a navata unica, con quattro cappelle laterali. La navata centrale è coperta da crociere a sesto acuto, mentre le cappelle laterali sono coperte da volte a botte.


Dal punto di vista artistico, la chiesa è interessante per i numerosi affreschi che ricoprono le pareti. Molti di questi hanno uno stile bizantino, mentre altri hanno impronta marcatamente occidentale. Fra questi riveste particolare importanza l’affresco raffigurante il "Contrasto dei vivi e dei morti".


L’interno del vano è saturo di un alto tasso di umidità (vicino al 100%), che provoca muffe e continue fuoriuscite di sali dalle pareti degli affreschi. Si è cercato di migliorare le condizioni di temperatura e umidità con vari sistemi: dalla ventilazione forzata dell’ambiente della cripta ad  una climatizzazione temporizzata. 

Vari studi permettono di ipotizzare una datazione fra la fine del ’200 e l’inizio del ’300.

“Il contrasto dei vivi e dei morti”  è certamente uno dei più curiosi e affascinanti  affreschi che si possano trovare nelle rappresentazioni della pittura medievale.

Già nel 1899 G. B. Guarini, che scoprì la cripta, la descriveva così: “…. un affresco stranissimo …. Due orribili scheletri bianchi deformi col ventre aperto segnato da una macchia bruna in cui brulicano piccoli punti bianchi, imitanti i vermi della  putrefazione, stendono le mani stecchite e le braccia verso alcune figure alla loro destra.

La loro particolarità mostruosa è la testa. I due teschi enormi sono di mezzo profilo, identici. Una bocca straordinariamente grande, guarnita di denti grossi e fitti, quali zanne, s’apre sotto il naso per toccare quasi, con lungo tratto, la colonna vertebrale: e in ambo i teschi un sol occhio rotondo,  che si prova a fissare con lo sguardo questa paurosa concezione di un tempo, in cui la fede … vibra con tetre fantasie … Gli scheletri sono di un grigio biancastro, su fondo verde scuro. 

Uno di essi… tocca quasi con la mano distesa una figura ammantata di rosso, dai grandi occhi rotondi e dal volto lungo. La figura, senza alcun particolare che accenni alla sua qualità di santo, ha un cappuccio giallo (…) ornato di bianco a filetti neri e nella mano destra un guanto, su cui poggia un falco. Addossata a lui una figura (….), Tutto il gruppo, condotto con sicurezza di tocco, è movimentato abilmente, …”.

Le figure dell’affresco  secondo  alcuni studi sarebbero l'imperatore Federico II di Svevia, la moglie Isabella d'Inghilterra ed il figlio legittimo Corrado IV.

Sulla parete absidale troviamo l’immagine di S. Margherita con ai due lati un tabellone a riquadri dove si narra la sua storia.. La Santa è vestita con ricca veste gotica alla francese.

Sull’arcone absidale spiccano i simboli degli Evangelisti racchiusi entro cerchi; sempre nell’abside, arcone compreso, si possono individuare le figure di S. Pietro, S. Paolo, S. Nicola.

Sulla parete sinistra della navata si notano le immagini di S. Lucia e di S. Caterina d’Alessandria, mentre sulla parete destra e nella cappella a destra dell’ingresso sono i martirii di S. Lorenzo, di S. Stefano e di S. Andrea.

Nella cappella a sinistra dell’ingresso, dedicata a S. Michele, troviamo affrescati Cristo in trono, lo stesso S. Michele Arcangelo, una Madonna in trono col Bambino ed infine il Contrasto dei vivi e dei morti, che tanto interesse ha suscitato negli studiosi.

                                             testo e foto di Alfredo Valente