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ITINERARI: DA OLIVETO LUCANO A MONTE CROCCIA
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In collaborazione con il Sig. Adriano Castelmezzano e www.seguilsentiero.it

Il Parco regionale di Gallipoli-Cognato e Piccole Dolomiti lucane non smetterà mai di piacermi, è inutile, ci sono troppo affezionato….

Questa piccola area protetta, mai molto considerata dall’escursionistica, si rivela, invece, ricchissima di scoperte naturalistiche che vanno sempre di pari passo ad un ambiente naturale nel quale il connubio Uomo e Natura è davvero armonico, le esigenze dell’uno non vanno contro  quelle dell’altro, almeno fino ad oggi, peccato che le compagnie petrolifere bussano alle porte ed i boschi spesso non sono conservati per quello che sono, un valore ed un bene comune da conservare.

L’escursione di Domenica 6 Dicembre 2009 ha collegato il piccolo paese di Oliveto lucano ripercorrendo antichi sentieri e mulattiere che ci hanno portato fino in cima al Monte Croccia. Punto di partenza è stata la località Piano di Campo, poco fuori il centro abitato di questo paesino della Montagna materana, posto su di un costone arenaceo e circondato da boschi e valloni, ma soprattutto da splendidi e ben curati uliveti che hanno fatto da scenario alla prima parte del percorso. Poco distante dal punto di partenza è situata la Cappella della Madonna di Piano di Campo, risalente al XVIII e circondata da estese piantagioni di Ulivo, ai cui margini, bellissime querce secolari delimitano i sentieri che si intrecciano in questa zona.

Proprio in questa parte del percorso abbiamo avvistato alcuni Nibbi reali che in coppia emettevano il caratteristico “fischio”, mentre uno Sparviere ha fatto capolino tra la macchia mediterranea ed i coltivi, nonchè un grosso Cinghiale che attraversava un campo. Terminata la zona più antropizzata, sono apparsi i primi boschetti di querce (Cerro e Farnetto) fino ad arrivare all’Acqua di Cucco, una località ricca di sorgenti e di piccoli orti, ma soggetta a movimenti franosi di una certa entità, prova ne sono i calanchi e le zone interessate da dissesti del terreno, testimonianza di antichi disboscamenti.

Una deviazione ci ha permesso di visitare il piccolo borgo di Pedano, nel quale è ancora praticata la pastorizia ovi-caprina, in un paesaggio di campi coltivati e maestose querce. Tornati indietro, abbiamo seguito un bellissimo sentiero nel bosco, ormai poco frequentato, dove sono anche presenti curiose formazioni rocciose, fino ad arrivare sul crinale che segna l’inizio della Foresta Demaniale di Gallipoli-Cognato.

Qui il bosco si arricchisce di piante secolari di Rovere meridionale, e dopo la sosta al Piano di Tolve, abbiamo continuato la nostra bella escursione tra fantastiche rocce, bellissimi querceti e dense macchie di Erica arborea; dopo una breve deviazione per ammirare il panorama da un picco roccioso isolato, la nostra ultima fatica della giornata per arrivare nella splendida cerreta che ammanta l’Airone, una cima di 1.126 mt.s.l.m.che precede il Monte Croccia vero e proprio.

La successiva discesa al sottostante valico e quindi la breve visita (eravamo ormai all’imbrunire) alla Riserva naturale antropologica di Monte Croccia, un piccolo scrigno di Natura e Storia, che non può essere certo descritta in poche parole; il panorama verso la Valle del Basento, il silenzio del bosco appena illuminato dal tramonto verso l’Appennino lucano, le suggestive rocce di Pietra della Mola ed il volo di un Pipistrello tra le  grandi querce al tramonto, hanno fatto il resto. In definitiva, un’altra bella giornata di escursionismo alternativo. Mi sono proprio divertito…