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SULLE ORME DEI BRIGANTI: IL BOSCO DI COGNATO
(Articolo letto 2426 volte)


In collaborazione con il Sig. Adriano Castelmezzano e www.seguilsentiero.it

Altra bella ed interessante escursione nel Parco regionale di Gallipoli-Cognato e Piccole Dolomiti lucane, alla scoperta di nuovi itinerari in quest’area protetta sempre prodiga di meraviglie naturalistiche e non solo.

Il Bosco di Cognato, esteso per circa 1.100 ettari in territorio di Calciano (Matera), è da sempre appartenuto alla Mensa vescovile di Tricarico, la vicina cittadina del Medio Basento che ne ha detenuta la proprietà in virtù di antiche donazioni fatte dai San Severino, signori di questo paese e di altri possedimenti in tutto il Sud Italia.

Con la soppressione dei beni ecclesiastici, la tenuta boschiva ritornò nelle legittime proprietà del piccolo ed appena nato comune di Calciano, salvo poi essere acquisito dal nuovo stato unitario che lo ha posseduto fino ai primi anni ottanta, quando è stato ceduto alla Regione Basilicata. Tanti sono i motivi d’interesse che ruotano attorno a questo bosco che si estende dalla Valle del Basento fino alla cima del Monte Croccia (da circa 300 fino ai 1151 mt. s.l.m.).

Innanzitutto il Bosco di Cognato, a differenza della tenuta gemella di Gallipoli, presenta in alcune aree una morfologia più aspra ed accidentata, e questo ha fatto sì che in passato si conservasse, almeno nelle zone più selvagge; ed è per questo che anche oggi possiamo ammirare splendidi e monumentali esemplari di varie specie arboree: Cerro, Farnetto, Rovere meridionale, Frassino meridionale, Carpino bianco, Carpino nero, Tiglio, Olmo montano, assieme a varie specie di aceri e magnifici agrifogli arborei.

Lungo le pareti rocciose è presente il Leccio assieme all’Erica arborea ed al Corbezzolo, mentre nelle zone più basse e calde, sono diffuse la Fillirea in artistiche forme causate dal pascolo, il Lentisco, la Spina cristi e lungo i corsi d’acqua, la Tamerice. Sulla parete del Monte Croccia è invece presente il bellissimo Acero di Lobel, in uno dei pochissimi siti del Materano. 

Per quanto riguarda la flora erbacea, possiamo citare alcune specie molto rare o endemiche: il Garofano del Vulture, la Linaria Dalmatica, la Peonia maschio e tra le orchidee la rara Ofride di Lacaita.

Per quanto concerne la fauna, le presenze più importanti riguardano l’Istrice diffuso nelle zone più basse, il Cinghiale, da sempre presente in questa zona ed il Lupo che saltuariamente frequenta la foresta. Un progetto dell’ente parco, che speriamo abbia successo, ha permesso la reintroduzione del Capriolo italico.

Tra gli anfibi da segnalare la Salamandrina dagli occhiali, legata ai ruscelli stagionali ed  agli abbeveratoi. Tra gli ucccelli le presenze più importanti sono quelle del grande Corvo imperiale che nidifica sulle pareti rocciose, del Picchio rosso mezzano e del Picchio rosso minore, legati ai boschi naturali di querce e del Nibbio reale che caccia nelle zone più aperte. 

Ma il Bosco di Cognato è stato da sempre frequentato dall’Uomo, lo testimoniano il sito dei Monte Croccia dove è presente una fortificazione lucana del IV secolo a.C. ma con tracce più antiche legate alla preistoria lucana (sito Mesolitico di Pietra della Mola). Ma il bosco è stato popolato anche successivamente, l’esempio più importante è quello della piccola cappella di Santa Maria di Serra Cognato, meglio conosciuta come Cappella Cognato, inserita in un paesaggio incantevole e che sembra sia stata fondata da San Guglielmo da Vercelli, che nella Foresta di Cognato si fermò per alcuni anni conducendo una vita da eremita attorno agli inizi dell’XII secolo.

Altri manufatti di rilevante importanza sono le caserme forestali (i ruderi di quella vecchia e di quella nuova costruita più alto) ma anche i resti del Casone di Cognato, nel passato utilizzato per la trasformazione del latte delle mucche podoliche e la piccola Masseria Mandria, attuale base e ricovero per i pastori della zona.

Numerose e suggestive le testimonianze legate al brigantaggio post-unitario, con la presenza di diverse località che ricordano questo periodo storico, molto importante per la Basilicata; il Bosco di Cognato fu infatti percorso per alcuni anni da bande di briganti del posto che si unirono a quelle più famose ed organizzate di altre zone della regione.

Il bosco fu per diversi anni rifugio e ricovero sicuro per questi uomini, ricordiamo per tutte le banda di Percoco, Cifuni e Canosa che più volte si distinsero per agguati, eccidi e scontri con la Guardia nazionale.