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IL SENTIERO DI ISABELLA, UN ITINERARIO IN BASILICATA POCO NOTO
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Dopo tanto tempo, finalmente, ho potuto percorrere un bellissimo e come sempre poco noto itinerario, che dal centro storico di Valsinni (Matera) sale in cima al Monte Coppolo, la montagna che con i sui 890 metri s.l.m.domina il borgo medioevale dell’antica Favale, così era infatti chiamato nel passato il paese dal basso Sinni.

Il percorso, lungo poco più di 7 km, parte nei pressi dell’antico Castello dei Morra, la famiglia a cui apparteneva la sfortunata poetessa lucana, uccisa dai fratelli a causa della sua relazione con un nobile spagnolo della vicina Torre Bollita, l’odierna Nova Siri. 

Il sentiero segue un antico percorso che dal castello segue la cosiddetta “Valle delle Donne”, una stretta vallata che scende dalle pendici del Monte Coppolo e che veniva utilizzata nel passato per raggiungere in pellegrinaggio la piccola ma deliziosa cappella di San Michele, di origine tardo bizantina e databile al XVI secolo.

Il sentiero percorre antichi coltivi, frutteti ed oliveti racchiusi da caratteristici muretti a secco in arenaria, che la vegetazione naturale sta lentamente invadendo. Bellissime le grandi roverelle, ma anche le grandi frane, a volte costituite da ciclopici di massi di arenaria, mentre di tanto in tanto il sentiero scavato roccia incrocia il piccolo ruscello che nasce dalla Fontana delle Giovinelle, superata la quale si giunge ad un suggestivo terrazzo dove si ammira il panorama della Fiumara del Sarmento e del Pollino lontano.

L’ultimo tratto porta in cima al Monte Coppolo, non prima di aver superato i ruderi di un insediamento pastorale appartenuto al Monastero di Sant’Elia di Carbone, l’attuale centro della Valle del Serrapotamo, una volta possessore di enormi proprietà in tutta la regione. Giunti in vetta, si può ammirare un vastissimo panorama, dal Golfo di Taranto a Gallipoli-Cognato, dai calanchi di Tursi e Montalbano,  al Pollino ed a molti dei principali gruppi montuosi lucani.

Su tutto il pianoro di vetta è inoltre presente una larga cinta muraria ed i resti di una città lucana simile ad altre presenti in regione (Monte Croccia, Civita di Tricarico, Serra di Vaglio, ecc.) che alcuni identificano nell’antica città di Lagaria fondata da Epeo, il mitico costruttore del cavallo di Troia.

Nonostante due gravi incendi di alcuni anni fa’, la vegetazione sta lentamente riconquistando vigore e querce, cerri, lecci, ginestre e la macchia mediterranea tappezzano ogni versante. L’escursione è stata impreziosita dalla scoperta di una nuova stazione del raro Garofano del Vulture, una specie endemica del meridione, il cui nucleo più importante di vegetazione si trova proprio nella nostra regione.

Ad est della cima è presente il Capo Petaccia, il luogo che la tradizione popolare indica come il preferito da Isabella Morra per scrutare il mare. Nei pressi è presente il moderno ed attrezzato Rifugio di Monte Coppolo, base per interessanti escursioni nella zona di Monte Coppolo e del Bosco di Gallinico.


In collaborazione con il Sig. Adriano Castelmezzano e www.seguilsentiero.it