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Castel Nuovo - MASCHIO ANGIOINO - Napoli
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Il Castel Nuovo, più conosciuto come Maschio Angioino, si trova fra piazza Municipio, il  porto e Piazza Plebiscito. Oggi la struttura appartiene al Comune di Napoli.                     

Fin dall'inizio esso venne chiamato "Castrum Novum" per distinguerlo da quelli più antichi: Castel dell'Ovo e Castel Capuano.

Dopo essere stato ricondotto dai restauri alla sua forma quattrocentesca, Castel Nuovo presenta ora una pianta trapezoidale, caratterizzata agli angoli da poderose torri cilindriche merlate, quattro di piperno ed una di tufo, a loro volta rafforzate alla base da false braghe (cinte esterne, basse, che consentono il raddoppio del tiro difensivo).
L'area del cortile, che ricalca quella angioina, è formata da elementi catalani come il porticato ad arcate ribassate e la scala esterna in piperno che conduce alla Sala dei Baroni; essa conferisce a questo angolo della corte il caratteristico aspetto dei patii spagnoli

La facciata principale è ubicata sul lato ovest e comprende tre torrioni: a sinistra la Torre della Guardia, al centro la Torre di Mezzo e a destra la Torre di San Giorgio.

Fra la Torre di Mezzo e quella di Guardia,  per celebrare il vittorioso ingresso di Alfonso I d’Aragona nella città di Napoli, fu innalzato un grandioso Arco di trionfo marmoreo, realizzato verso il 1452 su disegno di Francesco Laurana, con l’apporto di vari artisti.
Il monumentale ingresso costituisce certamente una delle più notevoli espressioni artistiche del Rinascimento dell’intero Mezzogiorno: è formato da due arcate sovrapposte, inquadrate da colonne binate e sormontate da attici ricchi di statue e rilievi, culminando nella preziosa lunetta di coronamento.

Sotto l’arco inferiore si trova il portale che, sovrastato da un bassorilievo con l’incoronazione di Alfonso I, immette in un vestibolo dalla volta stellare, da cui si accede al cortile quadrilatero.

Di fronte all’entrata è posta la chiesa di Santa Barbara, con un portale rinascimentale ornato da una Madonna di Francesco Laurana del 1471 e da un rosone traforato. Una scala esterna conduce poi alla sala dei Baroni coperta da una bellissima volta stellata a costoloni e dotata di un magnifico camino.

Sul lato-mare il castello è caratterizzato dalla grande Torre del Beverello, oltre che dalla parete esterna della sala dei Baroni che ha due finestroni a croce guelfa, dall’alta abside della cappella palatina, inserita fra due torrette, da due logge ricavate fra il Quattro e il Cinquecento e dalla Torre dell’Ovo.

La costruzione del Castel Nuovo iniziò nel 1279, sotto il regno di Carlo I d'Angiò, su progetto dell'architetto francese Pierre de Chaule.

Castel Nuovo diventò centro direzionale della città e del regno meridionale accogliendo nei dintorni le dimore dei duchi di Durazzo, dei principi di Taranto e dell'intera corte. Il Maschio Angioino fu frequentato da personaggi eminenti: accolse  papa Celestino V, che vi soggiornò fino all'abdicazione e ospitò il conclave per l’elezione del successivo pontefice, Bonifacio VIII.

Durante il regno di Roberto d'Angiò il Castello divenne un centro di cultura dove soggiornarono artisti, medici e letterati fra cui Petrarca, Boccaccio e Giotto, che nel 1332 venne chiamato dal re ad affrescare la Cappella Palatina.

Agli Angioini successero gli Aragonesi che avviarono il restauro di Castel Nuovo, affidato dal re Alfonso d'Aragona  che vi aveva fissato, come i predecessori, la sua dimora reale, all'architetto catalano Guillem Sagrera. Questi ridisegnò quasi totalmente la planimetria dell'edificio dotandolo di una pianta trapezoidale irregolare e trasformò le torri, che avevano pianta quadrata, in pianta circolare e le rivestì in piperno.  Sagrera inoltre progettò  nella fortezza napoletana alcuni loggiati lungo la facciata principale e lungo quella di destra; suo è il progetto della sala dei Baroni.
Anche gli interventi ornamentali di Bartolomeo Prats, Antonio Frabuch e Antonio Gomar impressero agli interni del castello atmosfere di tradizione catalana.

Con gli Aragonesi si passa dal medioevale castello-palazzo alla fortezza di età moderna, adeguata alle nuove esigenze belliche; la zona intorno al Castello perde così il carattere residenziale che aveva con gli Angioini.
La struttura della costruzione aragonese risulta senz'altro più massiccia rispetto a quella angioina e rispecchia abbastanza fedelmente quella attuale, scaturita dai lavori di risanamento dei primi anni del XX secolo.

Alla fine del XV secolo i Francesi subentrarono agli Aragonesi; tale presenza non durò per molto tempo, in quanto i Francesi furono sostituiti a loro volta dai viceré spagnoli ed austriaci. Durante il periodo vicereale (1503-1734), le strutture difensive del castello, adibito ad un uso prettamente militare, vennero ulteriormente modificate.

Con l'avvento di Carlo III di Borbone che sconfisse l'imperatore Carlo VI nel 1734, il castello venne circondato in varie epoche da fabbriche di ogni genere, depositi ed abitazioni.

Per il suo valore simbolico Castel Nuovo fu saccheggiato durante la rivoluzione della Repubblica napoletana del 1799.

Con l’Unità d’Italia la cinta bastionata esterna fu abbattuta.

Attualmente il complesso monumentale viene destinato ad un uso culturale ed è, tra l'altro, sede del Museo Civico. L'itinerario museale si articola tra la Sala dell'Armeria, la Cappella Palatina o di Santa Barbara, il primo ed il secondo piano della cortina meridionale, a cui si aggiungono la Sala Carlo V e la Sala della Loggia destinate ad ospitare mostre ed iniziative culturali.

Informazioni:    Piazza Municipio - 80133 Napoli   Segreteria Tel. 081 7955877
Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato dalle ore 9,00 alle ore 19,00

La biglietteria chiude alle ore 18,00.




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