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SCAVI di OPLONTIS - Torre Annunziata
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Torre Annunziata (NA)
Via dei Sepolcri


Info: 081/86221775

Tutto il complesso condivise  il destino di Pompei ed Ercolano e venne inghiottito dalle ceneri dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. A quell’epoca la villa aveva circa un centinaio d’anni: il nucleo originario della struttura risale alla metà del I sec. a.C., e ciò risulta dalla tecnica edilizia in opus incertum e opus quasi reticulatum, e soprattutto dagli affreschi di pieno II stile. Peraltro proprio un centinaio d’anni avevano i cinque platani e i tre oleandri che adornavano i lati del vialetto di uno dei giardini: di essi, a chiudere il cerchio della completa condivisione del destino della più nota Pompei, rimangono i calchi ad impronta presi nella cenere.
Il nome di Oplontis compare per la prima volta nella Tabula Peutingeriana, copia medievale di una mappa stradale itineraria di tutto l’impero romano, risalente, forse, all’età augustea.
L’antica Oplontis è stato un centro residenziale, che ha conosciuto diverse fasi edilizie e ampliamenti successivi e che comprende ville (A e B) con una stazione itineraria per il cambio dei cavalli, terme, un albergo per i viaggiatori e luoghi di ammasso e di smercio dei prodotti agricoli (villa B).

Oggi è visitabile solo la villa A, probabilmente appartenuta a Poppea Sabina, seconda moglie di Nerone.
La villa, il cui primo impianto risale alla metà del I sec. a.C. costituisce uno degli esempi più significativi delle residenze dell’aristocrazia romana, con atrio tuscanico, numerosissimi ambienti, giardini e terme.
Conserva inoltre una raffinata decorazione pittorica che costituisce uno dei migliori esempi di II stile pompeiano, nella sua fase più antica.

Il primo scavo ufficiale nel sito della villa A fu intrapreso nel Settecento, quando fu scavato un cunicolo dal canale Conte di Sarno, tuttora visibile al limite meridionale dell'area archeologica.
Lo scavo fu abbandonato a causa dell'aria mefitica e la galleriafu  chiusa.
Nel 1839 fu effettuato un piccolo scavo a cielo aperto nell'area del peristilio del quartiere servile, e fu rinvenuta la fontana del giardino. Da qui furono praticati alcuni stretti cunicoli, che raggiunsero l'area immediatamente più ad est, costituita dal monumentale passaggio con panche in muratura e dal porticato parallelo ad esso. Nel 1840 gli scavi furono sospesi,  per mancanza di fondi.

Gli scavi sistematici della villa, a parte alcuni rinvenimenti casuali e sporadici, cominciarono nel 1964: condotti con criteri moderni, hanno permesso la ricostruzione degli alzati e dei tetti e il restauro immediato di pitture e pavimenti.
Nel 1974, 250 m. ad est della villa A o di Poppea, durante i lavori di costruzione di una scuola, venivano alla luce i resti di un altro considerevole edificio, articolato intorno ad un peristilio a due livelli, la villa B o di L. Crassius Tertius, alle cui spalle si estendono altre costruzioni, separate dal complesso da una strada.
Gli scavi di questo complesso e anche della villa A non sono ancora conclusi, impediti anche dal contesto urbano moderno .

Fonte: Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei

                                                          Foto di Alfredo Valente




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