Martedý 27 Settembre 2016
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ABBAZIA BENEDETTINA SS. TRINITA' - BADIA DI CAVA
(Articolo letto 2417 volte)

Indirizzo: Via M. Morcaldi, 6 - Badia di Cava
84013 Cava dei Tirreni (SA)

Per informazioni e prenotazioni di visite guidate: 347 1946957 - email: annarusso_04@fastwebnet.it

Dati topografici: Altezza sul livello del mare m. 380

Distanze da:  Cava dei Tirreni (Salerno): km 3 - Salerno: km 9 – Napoli: km 49

 

COME ARRIVARE

Cava dei Tirreni (Salerno) è a 6 Km da Salerno sull’autostrada Napoli-Salerno (uscita Cava dei Tirreni). E’ raggiungibile con i treni delle F.S. da Napoli e da Salerno, oltre che in pullman.


In auto:  
Uscita autostrada: Vietri sul Mare - immettersi sulla statale 18 e proseguire fino a Cava dei Tirreni
 
In treno:  www.trenitalia.it
 
In autobus (servizio pubblico): autobus CSTP da Salerno per arrivare a Cava dei Tirreni (numero 4 e 9 dalla Ferrovia di Salerno ) oppure autolinee SITA da Napoli (nei pressi della Ferrovia ).  Dal centro di Cava dei Tirreni, poi, si deve raggiungere la Badia di Cava con gli autobus CSTP (partenza ogni 30 minuti circa dal viale Crispi, nei pressi del Municipio). 

Per orari e informazioni: www.sitabus.it e www.cstp.it
 
In aereo:
L'aereoporto più vicino è quello di Napoli - Capodichino


MUSEO APERTO

In attesa del grande evento “Millennio” si organizzano Visite guidate tutti i giorni feriali e festivi (Orari: dalle  8.30 alle 11,30 - Visite pomeridiane su prenotazione). Per i gruppi è preferibile prenotarsi e concordare orari diversi.

L’Abbazia Benedettina   SS.  Trinità   ”  propone   tra  arte,   storia,  natura  e  cultura, visite  guidate   illustrando  i  percorsi  più  suggestivi   dal   1011    ai   giorni   nostri.
Vi invitiamo per un giorno a vivere  esperienze millenarie  nel  monastero e  inoltre di passeggiare  lungo  le    stradine    del   borgo   immergendovi nella  vita  medioevale.

Il programma prevede la Visita guidata del Monastero.                                                                                                         
Percorso: Cattedrale, Cappella dei SS.Padri Cavensi, Grotta di Sant’Alferio, Le Antiche Cappelle con altari del XI secolo, Chiostro, Antica e Nuova Sala Capitolare, Cappella  di  San  Germano, Catacombe, Cimitero Longobardo, Museo.    
Ingresso compreso di guida (durata un’oretta circa).            

 
CENNI STORICI


L’Abbazia  dei  Padri  Benedettini  della  SS.Trinita’ di Cava dei  Tirreni (Salerno) sorge nell’amena cornice della valle metelliana, a circa tre  chilometri della città di Cava dei Tirreni e a poca distanza dalla Costiera Amalfitana.
L’Abbazia fu fondata nel 1011 da S.Alferio, nobile salernitano di origine longobarda formatosi a Cluny.
Ben presto, sotto il terzo abate S.Pietro, divenne centro di una fiorente Congregazione, l’Ordo Cavensis, che giunse a comprendere circa 400 dipendenze tra chiese, abbazie e priorati.
In tal modo essa estese la sua influenza spirituale e temporale in tutto il Mezzogiorno d’Italia, grazie anche al favore dei principi salernitani, che la fecero oggetto della loro benevolenza.
Allo splendore dei primi tre secoli si accompagnò la santità: i primi quattro abati sono stati riconosciuti santi dalla Chiesa (Alferio,Leone,Pietro,Costabile), altri otto, come Simeone, Falcone, Marino, Benincasa, P ietro  II,  Balsamo, Leonardo,  Leone II.
Tra il secolo XIII e XIV cominciò a declinare per l’eccessiva cura dei beni materiali, oltre che per devastazioni e spoliazioni.
Elevata nel 1394 a sede vescovile, subì il fenomeno del tempo e fu affidata dal 1396 al 1497 ad abati commendatari, che la impoverirono di monaci e di sostanze, cosicché nel 1497 fu aggregata alla Congregazione di S.Giustina di Padova.
Da allora gli abati curarono l’osservanza monastica, gli studi e il governo pastorale della diocesi.
Nel sec. XVIII la chiesa e alcune parti della badia furono ampliate e ricostruite, ma rimangono ancora cospicui elementi medievali.
Importante  L’archivio, con circa 15000 pergamene dall’VIII al XIX secolo, e la biblioteca, che raccoglie, tra l’altro, preziosi manoscritti e incunaboli.
In seguito alla legge di soppressione ( 7 luglio 1867) la badia fu dichiarata monumento nazionale e affidata in custodia all’abate pro tempore.


L’Abbazia oggi
Oggi l’abbazia conserva numerosi tesori d’arte e di cultura, mentre i Padri Benedettini che ininterrottamente l’abitano da circa mille anni, continuano la  loro  opera  di irradiazione spirituale e culturale’ attraverso la preghiera liturgica, l’osservanza della regola di S .Benedetto e  le numerose attività in cui sono impegnati: la custodia dell’archivio e della biblioteca, l’accoglienza degli ospiti e dei pellegrini, il servizio ministeriale nella diocesi abbaziale, la formazione del clero.


DETTAGLIO VISITA DELL’ABBAZIA     
Durante  i  secoli   della  sua  storia  l’abbazia  si è  arrichita di molte opere d’arte di epoche diverse: edifici, affreschi, mosaici, sarcofagi, sculture, quadri, codici miniati e oggetti  preziosi.

La visita prevede il seguente indirizzo itinerario:

Basilica

Costruita   nel  secolo  XI  dall’abate  S. Pietro e consacrata dal papa Urbano II  il  5 settembre  1092,  fu  completamente   ricostruita  nel   secolo  XVIII  su  disegno di Giovanni   del Gaiso.
Dell’antica basilica restano l’ambone cosmatesco del secolo XII e la cappella dei SS.Padri, ristrutturata e rivestita di marmi policromi nel  1641.

 

Cappelle  dell’antica basilica

Notevoli il paliotto marmoreo del secolo XI, le sculture di Tino di Camaino ed il pavimento in maiolica del secolo XV.

 

Chiostro

Del secolo XIII, situato sotto la roccia incombente, su colonnine binate di marmi vari con capitelli romanici e archi rialzati.

 

Sala del capitolo antico

Adiacente al Chiostro, gotica, del secolo  XIII,  accoglie   sarcofagi  e  affreschi di epoche diverse.

 

Cimitero longobardo

Cripta del secolo XII, su colonne del del secolo IX – X e pilastri cilindrici in muratura, di effetto assai suggestivo; Cappella di San Germano, del 1280.


Museo  


Splendida  sala del secolo XIII, nella quale sono esposti quadri, sculture, sarcofagi, corali miniati, facsimili di documenti dell’archivio.

 

Capitolo


Sala con elementi  diversi: schienali lignei del 1540, affreschi alle pareti del 1642, pavimento in piastrelle maiolicate del 1777, soffitto del  1940.


Anno di fondazione: MXI

Agli inizi dell’XI secolo alle falde del Monte Finestra si riunì un primo nucleo di monaci, attirati in quel luogo dalla fama di santità di un nobile longobardo, Alferio Pappacarbone, che vi si era ritirato per vivere in contemplazione e in preghiera.
Ebbe così origine l’Abbazia Benedettina SS.Trinità  di Cava de’ Tirreni, che divenne uno dei centri religiosi e culturali più vivi dell’Italia Meridionale.Il prestigio dei santi uomini alla guida dell’Abbazia, oltre alla necessità di trovare protezione, fece sì che intorno ad essa si raccogliesse la popolazione.Con il passare del tempo, anche i possedimenti territoriali dell’Abbazia andarono crescendo, grazie alle continue donazioni, mentre la relativa tranquillità in cui potevano vivere gli abitanti della vallata portava ad uno sviluppo delle attività artgianali e commerciali.L’Abbazia di Cava formo’ nell’ordine di San Benedetto una congregazione autonoma: la Congregazione della Santissima Trinità di Cava. Verso la metà dell’XI secolo il numero dei monasteri appartenenti alla congregazione era ancora piccolo, ma in meno di cinquant’anni quella di Cava diventò una delle fiorenti congregazioni benedettine.A Salerno, Bari, Taranto, Roma, in Sicilia ed in Palestina si trovavano abbazie,  priorati, monasteri, chiese o paesi governati dalla Congregazione di Cava.
L’Abate della SS.Trinità di Cava nei secoli XII e XIII governava oltre 340 chiese, più di 90 priorati, almeno 29 abbazie . Egli era anche onorato del titolo di Grande Abate di Cava:Magnus Abbas Cavensis.La chiesa SS.Trinità della Cava era la Chiesa madre dell’ordine :Mater vel matrix acclesia ordinis cavensis.

L’attuale  facciata  risale  alla  seconda  metà  del  700.La cupola, il coro e la traversa furono affrescati nel secolo scorso da Vincenzo Morani. Da notare: l’ambone con mosaico cosmatesco del XII secolo, i due bassorilievi rinascimentali raffiguranti S.Matteo e S.Felicita presso la Cappella del Sacramento, l’altare seicentesco in marmi policromi.
Alla destra della navata principale, la grotta di S.Alferio con l’urna contenente le reliquie del santo e i reliquari dei primi santi abati.
La sacrestia è arredata con stigli del ‘700 : vi si accede da un bel portale rinascimentale finemente intagliato. In una delle cappelle adiacenti si ammira l’altorilievo di Tino da Camaino (XIV sec. )raffigurante la Madonna col Bambino fra S.Benedetto e S. Alferio .
Nel paliotto è inserita una lastra di marmo del sec. XI a ricordo della visita del papa Urbano II all’Abbazia .




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