Domenica 25 Settembre 2016
Campaniameteo - Versione dispositivi mobili
Campaniameteo.it
Campaniameteo.it
Campaniameteo.it
Campaniameteo.it
Campaniameteo.it
Campaniameteo.it
.:: Campaniameteo.it ::.
.:: Campaniameteo.it - IL DUOMO DI SALERNO ::.

IL DUOMO DI SALERNO
(Articolo letto 2414 volte)

DUOMO DI SALERNO – CATTEDRALE DI SAN MATTEO

Indirizzo: Piazza Alfano I - 84125 Salerno (SA)
Telefono: 089 - 23 13 87;    Fax: 089 - 23 13 87
Ingresso: libero

Per arrivare

Salerno dista dall’aeroporto di Napoli-Capodichino 59 km.
• in auto: autostrada Napoli-Salerno, all’uscita imboccare via Risorgimento, proseguire per via De Renzi, via Sorgenti, via S. Eremita, Largo Plebiscito (attenzione: zona a traffico limitato!) e via Monterisi fino a Piazza Alfano I.
• con mezzi pubblici: autolinee SITA.
• in treno: Ferrovie dello Stato.

Cenni storici

Il Duomo di Salerno, dedicato all’apostolo Matteo, patrono della città, fu costruito dal duca normanno Roberto il Guiscardo. Egli, nel 1076, entrò vittorioso in Salerno e con lui ebbe inizio la dominazione normanna sull’Italia meridionale. Seguendo forse i consigli dell’arcivescovo Alfano, per accattivarsi le simpatie dei sudditi fece costruire una chiesa in onore del santo evangelista le cui reliquie erano state traslate nel 954 da Capaccio. Nel 954, Gisulfo, principe di Salerno, volle che le reliquie fossero portate nella capitale del Principato, ove furono nascoste.

Diventato garante della Chiesa di Roma, il duca fece realizzare la basilica salernitana su modello dell’ Abbazia di Desiderio a Montecassino in cui Alfano, monaco e teologo, aveva formato la sua cultura.
        

Fu scelta l’area occupata in precedenza dalla chiesa di San Giovanni. Nel corso della costruzione venne alla luce la tomba dell’Apostolo ed Alfano si affrettò ad avvertire il pontefice Gregorio VII.
        

Nel marzo del 1081 venne inaugurata la cripta. Nel luglio del 1084, la nuova chiesa fu consacrata dal pontefice Gregorio VII, che dopo il Sacco di Roma del maggio 1084 si era rifugiato a Salerno dove morì in esilio.
        

Verso la metà del XV secolo la basilica versava in condizioni precarie a causa dello slittamento provocato dalla friabilità del terreno dal lato meridionale. Tra il 1443 e il 1455 furono rinforzate le colonne della navata maggiore e, per contenere la spinta della parete meridionale, furono realizzati due contrafforti, ai quali se ne aggiunse un terzo tra il 1471-1482.
        

Nel XVII secolo la chiesa cominciò ad assumere una veste barocca con i lavori di rifacimento della cripta ad opera di Domenico Fontana (1607) e la decorazione di Belisario Corenzio (1643),  e radicalmente trasformata, dopo il terribile terremoto del 1688, dagli architetti Buratti e  Sanfelice.


       
Percorso di visita

Il Duomo è di stile romanico ed è costituito da un quadriportico, una basilica, una cripta ed il campanile.
L'aspetto attuale corrisponde in gran parte alla ristrutturazione avvenuta in epoca barocca, iniziata dopo il terremoto del 1688. L’esterno della Basilica conserva di romanico solamente il portale con l’architrave.
        

All'ingresso una coppia scultorea: un leone e una  leonessa.
Sul perimetro dell'atrio, che ha una superficie di circa 1000 mq, troviamo un porticato formato da 28 colonne di spoglio, probabilmente prese da antichi edifici della città, con archi a tutto sesto rialzato. Sul lato est v’è l’elegante balconata barocca.
        

Su tutti i lati sono posti sarcofagi romani, riutilizzati in epoca medievale. 
Sul lato sud sorge il monumentale campanile arabo-normanno della metà del XII secolo, che si eleva per quasi 52 metri con una base di circa dieci metri per lato.
        

L'ingresso principale alla chiesa è costituito da una porta di bronzo bizantina fusa a Costantinopoli nel 1089, inserita in un portale marmoreo medievale; nella lunetta un mosaico dell’XI-XII secolo raffigurante San Matteo benedicente.
        

L’interno è a tre navate con tre absidi aperte sul transetto.
        

Nell’interno il corpo della chiesa misura m. 82x43. Purtroppo oggi appare profondamente alterato da una serie di rifacimenti e restauri. E’ in corso da alcuni anni un restauro per l’eliminazione della veste barocca ed il ripristino delle forme originarie.
        

Attualmente il corpo si presenta a croce latina con tre navate divise da grandi pilastri incorporanti le primitive colonne monolitiche di granito, che sorreggevano 24 arcate a tutto sesto, e con il transetto a tre absidi.

In fondo alla navata centrale si possono ammirare due amboni ricchi di decorazione musiva. L’ambone destro, più grandioso, unico esempio dell’arte medievale, è del  1180-1194; di forma rettangolare, poggia su dodici colonne con capitelli corinzi e romanici. Presenta due leggii, quello principale si ispira al mito di Mitra ed è sorretto da un’aquila di marmo bianco. Accanto vi è un grande candelabro pasquale, ricco di mosaici che illustrano il mistero della salvezza
            

L’ambone sinistro, del 1163-1181, è meno ricco dell’altro, ma più raffinato: è sorretto da quattro colonne di granito con bei capitelli scolpiti.
             

L’abside centrale, infine, presenta alcuni lacerti musivi del secolo XII e altre decorazioni eseguite nel 1955. 
Bellissimo il pavimento a mosaico del transetto e del coro dei primi decenni del XII secolo. il tetto è a capriate scoperte e i finestroni sono romanici.
           

La navata di destra presenta nella prima cappella un dipinto di Francesco Solimena raffigurante San Gennaro; al termine della navata è un sarcofago del I secolo d.C. raffigurante il trionfo di Bacco e Arianna. Nell’abside, detta delle crociate perché vi si benedicevano le armi prima della partenza dei Crociati per la Terra Santa, vi è il sepolcro di S. Gregorio VII e due affreschi della scuola di Angelo Solimena.  Nel catino dell’abside  in alto la figura dell’Arcangelo Michele, nel piano inferiore San Matteo e i Santi Giovanni e Giacomo,
          

La navata di sinistra conserva nelle cappelle una tela raffigurante la Pentecoste, la statua lignea del XIV secolo raffigurante la Madonna e il monumento funebre della regina Margherita di Durazzo, opera di Baboccio di Piperno. L’abside conserva una decorazione che raffigura il Battesimo di Gesù recuperata da una chiesa longobarda demolita per la costruzione del Duomo.
          

La cappella del Tesoro, che si trova dopo la sacrestia, conserva alcuni reliquiari gotici: si possono ammirare il braccio di San Matteo e le statue d’argento dei Santi Martiri Salernitani.
          

Al di sotto del duomo, in corrispondenza dell’altare centrale, si trova la cripta con la volta affrescata da Belisario Corenzio con scene del Vangelo. Presenta tre absidi, quella centrale è dedicata ai Martiri Salernitani, le due laterali ai Santi e alle Sante della città. Qui sono la tomba di San Matteo, opera di Domenico Fontana, con un elegante baldacchino che reca in alto gli stemmi dei reali di Spagna, e l’altare bifronte che presenta ai due lati le statue bronzee dell’Evangelista, opera di Michelangelo Naccherino.
        

La cripta, ricca di marmi policromi e di affreschi, presenta un ambiente a sala con nove file di tre campate, con volta a crociera poggiate su colonne che snodandosi in diverse direzioni formano un intreccio di curve che degradando sfumano.

Per visualizzare i reportage fotografici di www.campaniameteo.it:

http://www.campaniameteo.it/davedere.php?cat=reportage




© 2012 Società Meteorologica Mediterranea s.r.l.
Corso. G. Garibaldi, 23 - 84123 Salerno
P.IVA e Cod.fiscale: 04652260656
Tel. 089.8423334 - Fax 089.234450 - e-mail: info@campaniameteo.it
Utenti online: 107