Lunedì 26 Settembre 2016
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DAL CAMPEGGIO ZAULI (Laceno) ALLA CIMA DEL CERVIALTO
(Articolo letto 2415 volte)

 

In collaborazione con http://www.laceno.net

Si ringrazia per le foto e i testi Angelo Mattia Rocco


Gli itinerari e i sentieri sono illustrati con la classificazione generale usata dal Club Alpino Italiano:


- T = Sentierio turistico (Percorso su semplici mulattiere o carraie)

- E = Sentiero Escursionistico (Percorso di media difficoltà con passaggi su rocce e declivi con una pendenza rilevante)

- EE = Sentiero per escursionisti esperti (Percorso difficile , necessita di esperienza per i passaggi su muschi, strapiombi e zone esposte. Forte pendenza)

- EEA = Sentiero per escursionisti esperti con attrezzatura (Percorso di più giorni oppure prevedente l’uso di attrezzature particolari per vie ferrate o arrampicate)

- EAI = Sentiero escursionisti con attrezzatura da ambiente innevato (Percorso con caratteristiche invernali)


SENTIERO Campeggio Zauli (Laceno) – Cima del Cervialto


Dislivello: Partenza quota 1100 m – arrivo quota 1809 m
Durata: 3 ore in Andata e 2 al Ritorno
Difficoltà: E+ / EE
Sorgenti: Non ci sono sorgenti , ne fontante.
Attrezzatura: Scarponi trekking, bastoncini, macchina fotografica, acqua, viveri.
Note: Munirsi di giacca a vento o maglioncino per la cima esposta ai venti di quota. Attenzione al tratto finale molto ripido. Nell’ultimo tratto scoperto mancanza di segnalazione


Il Monte Cervialto può essere raggiunto anche con partenza dall’Altopiano Laceno. Per dimezzare il percorso su asfalto si può optare per la partenza dal Campeggio Zauli, un’ area attrezzata situata a poche centinaia di metri dell’hotel “La Lucciola” nei pressi di un ponte dalle sbarre in ferro verdi.

Dal ponticello la strada prende a salire su un’ottima carriaia, la pendenza non è eccessiva e si procede rapidamente all’interno del bosco dove ad un certo punto la carraia si perde in mulattiera e il sentiero prende una piegacompletamente opposta al percorso della strada. Su di un albero a sinistra della mulattiera, facendo attenzione , si nota una piccola risalita sul bordo del percorso che conduce nel fitto della vegetazione, fuori pista.


Il fuori pista procede seguendo i segni del Club Alpino in direzione di un canalone (secco in estate) che in pochi istanti porta ai pendii di una ripida salitaattraversabile su una mulattiera con continui tornanti. Sulla mulattiera sono presenti molti rami e tantissime foglie a dimostrazione di un sentiero antico, non più praticato.

La mulattiera termina su di una carraia che attraversa a mezza costa la Montagna e seguendo alla sinistra del nuovo tracciato ci troveremo all’interno di una piccola radura dove si può notare appena visibile una flebile traccia nei pressi una risalita fangosa.
Dalla risalita che procede ancora al fianco del canalone precedente si continua in forte pendenza in una vegetazione fittissima caratterizzata da faggi bassi che ostacolano il cammino. Molto piacevole la sensazione di freschezza e l’abbondanza di verde presente ai lati del tratturo.

Ad un certo punto il percorso ci conduce in un punto leggermente panoramico dal quale è possibile notare il Lago Laceno e dove la vegetazione si apre per dare inizio alla Valle di Giamberardino.
La Valle di Giamberardino è il punto di incrocio di vari sentieri e il punto di unione di alcune carraie tra cui quella principale che sale dal Piano Sazzano. Oltre a proseguire verso il Cervialto con un semplice e intuitivo fuori sentiero si possono raggiungere le gobbe del Cervarolo a quota 1606 m.

Ma il sentiero principale ci conduce ancora in folte vegetazioni finchè si giunge in un bosco di alti faggi chini per il peso delle nevi invernali. Un tratto scosceso da percorrere con attenzione per non scivolare.
Superato questo tratto si giunge al Valico di Giamberardino dove oltre a proseguire un’altra carraia, parte il duro sentiero del canalino che conduce dai 1560 m circa ai 1809 in pochissimo tempo.

Il canalino passa attraverso uno strettissimo corridoio di faggi giovani e adulti, immersi in arbusti ed erbe abbondanti. Un sentiero molto ripido, scivoloso in alcuni trattisoprattutto dopo le piogge e con continue variazioni di pendenza.

Gli ultimi tratti rappresentano il passaggio in canali formati dalle piogge autunnali che conducono fin nell’ultimo passaggio boschivo dove senza osservare il sentiero è possibile notare la parte scoperta del Monte Cervialto.
A questo punto si consiglia di proseguire in direzione di un altro canalone ben visibile e fuoriuscire nei pressi della vetta , a pochi metri dal puntotrigonometrico.


Per un’escursione completa e affascinante è consigliabile la discesa per le creste del Cervialto, ripercorrendo in discesa parte del sentiero del Colle del Leone per poi (arrivati al colle) svoltare sulla destra e proseguire nel Piano dei Vaccari e nel Piano L’acernese per poi congiungersi sulla strada asfaltata e raggiungere il ponticello in ferro.




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