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AREA ARCHEOLOGICA di PAESTUM (Salerno)
(Articolo letto 2426 volte)

 

Indirizzo: Via Magna Grecia, 919 - 84063 Capaccio loc. Paestum (SA)

Telefono: Tel.0828 72 26 54 (biglietteria) - Tel. 0828 811023/811016 (Azienda Autonoma di Soggiorno e turismo)

Fax: 0828 – 72 23 22 (Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Paestum)

Visite guidate: Prenotazione delle visite guidate per le scuole: Tel. 0828 – 81 10 23. Un elenco delle guide turistiche è disponibile sul sito www.infopaestum.it
Audioguide: per l’area archeologica e/o il Museo nazionale.

Orario: dalle 9.00 fino a un’ora prima del tramonto. La biglietteria chiude due ore prima del tramonto. Chiuso il 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre. (salvo diversa indicazione)

Per arrivare: Paestum fa parte del comune di Capaccio e dista circa 45 km da Salerno.
L’area archeologica dista circa 92 km dall’aeroporto di Napoli-Capodichino.


•    In auto: autostrada A3, uscire a Battipaglia, se si proviene da Nord, o a Eboli, se provenienti da Sud,  poi la SS 18 fino a raggiungere Capaccio Scalo e Paestum.


•    In treno, le stazioni di Paestum e di Capaccio Scalo, sulla linea Roma - Reggio Calabria

 

L'AREA ARCHEOLOGICA DI PAESTUM - CENNI STORICI

Costituisce il più suggestivo complesso architettonico della Magna Grecia con i suoi tre templi dorici magnificamente conservati (Tempio di Nettuno, la Basilica, Tempio di Cerere), l’imponente cinta muraria, il sacello ipogeico, contenente preziosissimi vasi bronzei e i resti di altri edifici e santuari minori.

La città, inizialmente chiamata Poseidonia, perché dedicata a Poseidone o Nettuno sarebbe stata fondata nella prima metà del  sec. VII  da navigatori greci e successivamente avrebbe accolto gli emigrati di Sibari, distrutta  nel 510 a.C.;  secondo Strabone, invece,  fu fondata dagli Achei di Sibari nel VI secolo a. C. per aprirsi una via commerciale fra lo Ionio e il Tirreno attraverso la dorsale dell'Appennino, evitando il di circumnavigazione della costa calabra e lo stretto di Messina.

Tra il 400 e il 273 avanti fu occupata dalla popolazione italica dei lucani, che ne contrassero il nome greco in Paistom. Nel 273 divenne colonia romana col nome di Paestum. Durante il periodo romano le attività economiche e culturali fiorirono nuovamente: sorsero nuovi edifici pubblici, come l’anfiteatro, il foro e il ginnasio, che contribuirono a donare alla città quell’aspetto che gli scavi hanno riportato alla luce. Paestum fu abitata fino all’alto medioevo e abbandonata poi  a causa delle incursioni saracene e di un’epidemia di malaria dovuta all’estendersi delle paludi.

La riscoperta di Paestum risale al 1762, quando fu costruita la strada che l’attraversa tuttora ma gli scavi sistematici iniziarono nel 1934: i materiali raccolti sono esposti nel vicino museo.
Lungo la cinta muraria,  di quasi 5 km, oggi è possibile osservare i resti delle 28 torri di forma generalmente quadrangolare o circolare, e di una pentagonale.

La città è attraversata da due grandi strade perpendicolari,  terminanti alle porte Sirena (est), Aurea (nord), Marina (ovest) e della Giustizia (sud). All’incrocio delle  due vie, sull’ area dell’agorà greca, il foro è circondato da portici, tabernae e vari edifici, come   il cosiddetto tempio della Pace e il cosiddetto teatro. Le pitture delle tombe, da quella del Guerriero, a quelle su lastre, offrono nuove prospettive, anche per i possibili confronti con la pittura etrusca, come per l’ormai famosa Tomba del Tuffatore.

I quartieri abitativi si trovano nella parte occidentale della città.
Infine, di fronte al tempio di Cerere, sotto la chiesa parrocchiale di Paestum, è stata scoperta una basilica paleocristiana che sembra risalire alla metà del sec. V.




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