Lunedý 26 Settembre 2016
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ESCURSIONE SUL MONTE CERVIALTO DAL COLLE DEL LEONE
(Articolo letto 2414 volte)

In collaborazione con http://www.laceno.net

Si ringrazia per le foto e i testi Angelo Mattia Rocco

 

Gli itinerari e i sentieri sono illustrati con la classificazione generale usata dal Club Alpino Italiano:


- T = Sentierio turistico (Percorso su semplici mulattiere o carraie)

- E = Sentiero Escursionistico (Percorso di media difficoltà con passaggi su rocce e declivi con una pendenza rilevante)

- EE = Sentiero per escursionisti esperti (Percorso difficile , necessita di esperienza per i passaggi su muschi, strapiombi e zone esposte. Forte pendenza)

- EEA = Sentiero per escursionisti esperti con attrezzatura (Percorso di più giorni oppure prevedente l’uso di attrezzature particolari per vie ferrate o arrampicate)

- EAI = Sentiero escursionisti con attrezzatura da ambiente innevato (Percorso con caratteristiche invernali)


Dislivello: Partenza quota 1226 m - arrivo quota 1809 m
Durata: 2 ore e mezza in andata e 1 ora e mezza al ritorno
Difficoltà: E
Sorgenti: Non ci sono sorgenti, nè fontane.
Attrezzatura: Scarponi trekking, bastoncini, macchina fotografica, acqua, viveri.
Note: Conviene quasi sempre portare con se un maglioncino o una giacca a vento perchè la cima è sempre esposta ai venti di quota. Inoltre evitare di raggiungere la cima in caso di temporali per il rischio fulminazioni.

SENTIERO Colle del Leone - Cima del Cervialto


Il sentiero che parte dal Colle del Leone rappresenta la salita più semplice ma nello stesso tempo più lunga per raggiungere la vetta della cima più alta dei Monti Picentini.

Dal Lago Laceno si prosegue in direzione del ristorante “La Lucciola” dove parte una strada asfaltata che conduce a Calabritto o ad Acerno. Lungo la strada dopo aver oltrepassato il primo pianoro grande, ossia il Piano l’Acernese, e dopo aver attraversato il piccolo Piano dei Vaccari , si giunge ad un piccolo spiazale al Valico Colle del Leone (1226 m). Lasciata l’auto tra antichi faggi si prosegue a piedi lungo la strada asfaltata sempre in direzione Calabritto-Acerno, finchè dopo circa 200 m sulla sinistra apparirà una sbarra in ferro che delimita l’accesso ad una mulattiera.


La mulattiera parte in leggera pendenza e si districa all’interno delle faggete giovani del Cervialto su un sentiero per la maggior parte uniforme ma intervallato ogni tanto da canali causati da piccoli smottamenti. Il percorso è di facile intuizione ed è delineato dai simboli del Club Alpino Italiano (sentiero numero 113). Non si incontrano particolari deviazioni se non in un primo tornante roccioso dove bisognerà proseguire verso sinistra e qualche centinaia di metri dopo aver oltrepassato un muro roccioso. Una deviazione vi potrebbe condurre sulla destra ma il sentiero principale continua nel tratto in leggera discesa per poi riprendere quota subito dopo. Prima del tratto di pianura-discesa (si inutisce subito anche da un cartello della comunità montana) è possibile con un piccolo fuoripista ben visibile, affacciarsi ad un belvedere sull’Accellica, il Monte Raiamagra e il piano l’Acernese.


Intanto la strada proseguirà a lunghi e ampi tornanti, uscendo e rientrando diverse volte nel fitto della vegetazione finchè dopo un’ora di cammino si giungerà al Valico di Filicecchio a quota 1526 m. A Filicecchio si può sostare per riprendere fiato sulle numerose rocce piatte presenti sotto gli alberi e godere del passaggio dei venti tra le chiome degli alti faggi. Filicecchio è individuabile anche grazie a dei passamani in legno che delimitano il corso esatto del sentiero, senza prendere la deviazione verso il basso che conduce al Piano Migliato.
Dal Valico, in circa 10 minuti si giunge in un tornante scoperto caratterizzato da una vista spettacolare sul Monte Polveracchio e il comprensorio dell’Eremita Marzano. Un punto di notevole interesse paesaggistico e anche naturalistico dove in estate potrete gustare gli suisiti frutti del sottobosco.


Dal belvedere il passo non è ancora molto lungo, si attraversano altre faggete giovani fino all’ingresso in un bosco di altissimi e antichi faggi e di arbusti folti ai bordi della mulattiera. L’ultimo passaggio boscoso prima di un altro tornante e dell’arrivo finale sotto le Creste del Cervialto.
Alle Creste la mulattiera prosegue ma il sentiero prende dritto per la cima superando un’altra trnasenna in legno. Le creste rappresentano il tratto più duro dell’intera scalata, con gradoni rocciosi e una forte pendenza che conduce rapidamente sulla vetta del Cervialto. Le cresta si dividono in 2 parti, la prima di pendenza media che si conclude su una piccola pianura che riprende poi con la seconda parte in forte pendenza. Da questa posizione si può notare la Costiera Amalftiana , i Monti Alburni e il Monti del Cilento, e facendo attenzione anche la Piana del Sele.


Concluso il secondo tratto di creste, si giunge nei pressi di una stazione idrometeorologica fotovoltaica nei pressi dell’anticima a quota 1806 m. Dall’anticima si apre il panorama sul Lago Laceno e i monti dell’Irpinia oltre che sulla caratteristica dolina carsica che caratterizza la vetta di questo Monte.
Proseguendo in senso antiorario sulla dorsale della dolina si raggiunge con qualche passaggio roccioso la vetta vera e propria a quota 1809 m dove è situato il punto trigonometrico e il libro di vetta.
Il ritorno è consiglibile per lo stesso sentiero o come unica variante con la visita all’interno della dolina carsica.







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