Venerdý 30 Settembre 2016
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AREA MARINA PROTETTA PARCO SOMMERSO DI BAIA
(Articolo letto 2423 volte)


•    Sede: (Centro visite) p.zza A. De Gasperi snc, 80070 Baia - Bacoli (Napoli)

•    Contatti e recapiti: tel. +39 081 8688923 fax +39 0815275061 - www.areamarinaprotettabaia.it info@areamarinaprotettabaia.it

•    Superficie: 176,6 ha

•    Provincia coinvolta: Napoli

•    Come arrivare

In auto: da Napoli prendere la Tangenziale in direzione di Pozzuoli, oppure proseguire per la Via Domiziana fino ad oltrepassare il centro di Pozzuoli. Seguire indicazioni per Baia e Bacoli percorrendo prima via Licola-Patria, poi via Miliscola (costeggiando il lago Lucrino).

In bus: con le autolinee ANM e SEPSA che offrono collegamenti con Napoli.

In treno: scendere alla stazione di Pozzuoli.

In traghetto: con le Compagnie CAREMAR e Traghetti Pozzuoli in partenza da Ischia.


Orari di apertura: da martedi a domenica dalle ore 10.00 alle 14.00

IL PARCO SOMMERSO DI BAIA

A Nord Ovest di Napoli, compreso nell’area dei Campi Flegrei, il Parco Sommerso di Baia deve la sua origine alla natura vulcanica del territorio. Un lento movimento della terra, il bradisisma, ha modificato la linea di costa provocandone la progressiva immersione.

Dopo essere stato porto commerciale e cimitero di motonavi, il tratto di mare compreso tra i Comuni di Bacoli e Pozzuoli, tra il molo OMLIN e il lido Augusto, ai piedi del più giovane vulcano d’Europa, il Monte Nuovo, è stato oggetto di un’azione di tutela con D.I. del 7 agosto 2002. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di concerto con i Ministeri per i Beni e le Attività Culturali, delle Infrastrutture e dei Trasporti, delle Politiche Agricole e Forestali d’intesa con la Regione Campania ha istituito il Parco Sommerso di Baia equiparato ad Area Marina Protetta, individuando nei suoi 119 ettari di estensione tre zone di tutela:

Zona A: riserva integrale
La zona A del Parco Sommerso di Baia, è quella denominata della riserva integrale e si estende ai piedi di Punta dell’Epitaffio che segna il limite nord della piccola insenatura di Baia.

Nel 1969, il ritrovamento casuale di due statue ed il successivo scavo archeologico, iniziato solo negli anni 80, portarono all’individuazione ai piedi del promontorio di un ambiente finemente decorato. Il gruppo scultoreo per primo venuto alla luce rappresenta una scena descritta da Omero: Ulisse e il compagno Baios durante l’offerta del vino al ciclope Polifemo per aver salva la vita.

In seguito, l’indagine archeologica ha portato alla luce altre sculture riconosciute come raffigurazioni del dio Dioniso e di componenti della famiglia giulio-claudia che decoravano le pareti laterali della sala. In particolare, le statue sono state identificate come raffigurazioni di familiari dell’imperatore Claudio, la madre Antonia Minore, personificazione di Venere Genitrice, ed Ottavia Claudia, la figlia morta in tenera età.

L’ambiente scavato si presentava come una grande sala rettangolare absidata sul fondo, interamente rivestito di marmo, con una grande vasca centrale, mentre lungo le pareti laterali correva un canale per l’acqua. Questo ha permesso di identificazione di un ninfeo cioè un ambiente decorato con ricchi giochi d’acqua probabilmente utilizzato come Triclinium.

La decorazione scultorea ritrovata sembrano abbiano voluto incitare il visitatore al godimento della vita secondo l’oraziano Carpe Diem,invito che ben si adatta alla funzione stessa della sala, un Ninfeo Triclinium, oggi fedelmente riproposto nelle sale del Castello Aragonese.


Zona B: riserva generale


Zona C: riserva parziale

Famoso sito per l'Archeologia subacquea, l’area nasconde a pochi metri di profondità strutture da collegare alla vita dell’insediamento residenziale di età romana.

Sontuose ville, terme e strade unite a variopinte forme di vita ed esalazioni gassose creano fondali inaspettati ed unici nel Mediterraneo.




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